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domenica 30 aprile 2017

Slow fish 2017: la rete siamo noi

Approda al Porto Antico di Genova dal 18 al 21 maggio 2017, come ogni due anni, Slow fish l’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare.
Ad organizzarlo è l’associazione Slow Food Italia e la Regione Liguria, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. “La rete siamo noi” è il tema dell’ottava edizione: pescatori, artigiani e cuochi da tutto il mondo si incontrano per condividere un approccio buono, pulito e giusto alla filiera ittica, alla biodiversità marina e all’equilibrio delle acque dolci. Il punto di partenza è Casa Slow Food, dove incontrare le comunità della pesca provenienti da tutto il mondo, da qui si salpa per assaggiare specialità ittiche all’insegna del binomio cibo e salute, grazie ai Master of Food. Non può mancare un focus sulla tutela della biodiversità nei 15 appuntamenti della Cucina dell’Alleanza: un vero e proprio teatro in cui gli attori raccontano gli ingredienti delle loro ricette, provenienti da produzioni rispettose dell’ambiente. Utilizzando Presidi Slow Food o prodotti dell’Arca del Gusto.
Per chi vuole vedere i protagonisti della rete internazionale sbizzarrirsi ai fornelli, l’appuntamento è tra le bancarelle di pesce fresco e conservato olio, sale e spezie del Mercato con i Fish-à-porter, una cucina nello stile della Bouqueria di Barcellona. La Regione Liguria presenterà uno spazio di promozione turistica dal nome #Lamialiguria che prevede degustazioni e laboratori del gusto con il pesto in diretta. Oltre all’Enoteca con 300 etichette italiane, Piazza delle Feste ospita la Mixology per carpire tutti i segreti dai migliori bar tender genovesi, Ai cocktail si abbinano le creazioni di Pizza n’Fish e le proposte del Punto gamberi per apprezzare i gamberi rossi e rosa appena pescati nelle acque sanremesi. Ci saranno i grandi nomi della gastronomia italiana negli Appuntamenti a Tavola: sei cene godendo dell’affascinante vista di Eataly Genova o respirando le atmosfere del centro storico con il Cavo Ristorante. A Slow Fish verrà ospitata una delegazione di pescatori, tra i quali Josè Ugalde Jimenez, nell’ambito del progetto Slow Fish Caribe, finanziato dall’Unione Europea.
A Ngaparou, una località costiera del Senegal, nel 2007 i pescatori hanno creato il Conitè Local des Pécheurs, di cui fanno parte 450 donne e uomini, per gestire le risorse della pesca, conservare l’ambiente marino proteggendo i siti di riproduzione, cercando di adottare azioni condivise per ottimizzare gli stipendi. Tra le iniziative ci sono il divieto di cattura dei giovanili delle aragoste e degli esemplari femminili ed altri provvedimenti che verranno raccontati dal comitato Adboulaye Papa Ndiaye.  Di questo e altro si discuterà a Slow Fish per ricordare che "la rete siamo noi".
                                                           
              Giuseppina Serafino

venerdì 28 aprile 2017

Il gusto dei territori italiani

In una recente conferenza al Palazzo delle Stelline
di Milano, l’ISIT ha presentato l’aggiornamento 2017 dello Studio sui valori nutrizionali dei Salumi italiani tutelati (DOP e IGP). Questi alimenti, grazie a un continuo miglioramento nutrizionale, si prestano a rispondere alla crescente attenzione dei consumatori per prodotti agroalimentari di qualità, con un saldo legame con il territorio e in linea con regimi alimentari corretti ed equilibrati. Promossa dall’Istituto Salumi Italiani Tutelati (ISIS) e realizzata dal Centro Ricerca e la Nutrizione (CREA) e dalla
Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA), lo studio è stato incentrato su 6 nuovi Salumi DOP: Coppa, Pancetta e Salame Piacentini, Salame Brianza e Varzi, Prosciutto Toscano. Premettendo che il sale è un elemento imprescindibile per la conservazione e la salubrità dei cibi, oltre che per garantirne il sapore tipico, l’evoluzione della salumeria italiana è riuscita a coinvolgere l’intera filiera per trovare soluzioni in grado di minimizzare il suo utilizzo. Ciò 
risulta in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Dai dati disponibili emerge che il contenuto di sale risulta notevolmente ridotto in una percentuale che va dal 4% circa fino al oltre il 45% a secondo del tipo. Anche i nitrati, sempre al di sotto dei limiti consentiti, hanno conosciuto una progressiva riduzione, fino ad essere annullati in diversi salumi. Pur riducendo i conservanti cha hanno la funzione di mantenere la salubrità e le caratteristiche organolettiche, il miglioramento dei processi di filiera ha reso possibile produrre salumi sempre più sicuri dal punto di vista sanitario, mantenendo inalterati il loro gusto e il sapore inimitabile. I salumi sono considerati un alimento “gratificante” per il palato e particolarmente apprezzato in tutte le fasce di consumatori. Se a questo si aggiunge il costante miglioramento delle caratteristiche nutrizionali, possono essere inseriti in una dieta varia  
ed equilibrata, di bambini ed adolescenti per soddisfarne l’alto fabbisogno di energia e nutrienti (proteine nobili, sali minerali e vitamine). Gli anziani, a detta dei ricercatori, attraverso una scelta mirata dei salumi possono assumere nutrienti che possono supportare la funzione plastica (fornita da proteine,calcio e ferro) per riparare tessuti e strutture corporee. Anche una categoria in forte crescita come quella degli sportivi può guardare a questi prodotti come a un alimento che contribuisca a far recuperare, in modo naturale e 
semplice, i nutrienti persi con l’attività fisica. I Salumi italiani tutelati, inimitabili rappresentanti del loro territorio, assurgono ad ambasciatori del gusto che fa del nostro Paese un punto di riferimento internazionale del “buon vivere” e della convivialità.

                                                                                                           Giuseppina Serafino    
                                                                                                                               

martedì 25 aprile 2017

Il corteo storico di S.Caterina a Varazze

Ogni anno, nella quarta domenica di aprile, Varazze suggestiva località del savonese, festeggia la sua patrona con un caratteristico corteo che rievoca alcune tappe della sua storia. L’evento è organizzato dall’ Associazione culturale Sacre rappresentazioni di Caterina da Siena, un ente cittadino che si propone di diffondere la conoscenza della vita e delle opere della Santa.
Questa sacra rappresentazione nasce da 500 gruppi di figuranti tra attori e comparse, la maggior parte delle quali sono cittadini varazzini di ogni sorta, che accettano di buon grado la proposta tesa ad insignire di nobile lustro il proprio loco natìo. Abiti, accessori, stendardi, armi realizzati con grande accuratezza e perizia da costumisti ed armieri dell’Associazione rispecchiano con fedeltà modelli del XIII e XIV secolo e contribuiscono a ricreare l’atmosfera di quel tempo arcaico. La sfilata ha avuto inizio, fra schiere di turisti incuriositi, in Piazza Sant’Ambrogio con la consegna delle Bandiere dei Rioni e delle frazioni di Varazze da parte dell’allora Podestà. I testi sono stati letti da due attori del Teatro della Tosse, mentre le musiche che accompagnavano lo svolgimento delle azioni sceniche, erano opera del gruppo internazionale di musica medioevale Oni Wytars. Singoli atti scenici sono stati realizzati in otto piazze della cittadina, dinanzi ad incantevoli chiesette come quella di S.Nazario, N.S. Assunta, S.Domenico e S. Caterina, con i caldi raggi del sole e il ritmico sciabordio delle onde marine a poca distanza.
 L’incontro fra la città e Caterina da Siena risale al 3 ottobre 1376 quando ella, ritornando da Avignone dove si era recata per sollecitare il rientro del Papa a Roma sostò a Varazze , per onorare la patria del Beato Jacopo Vescovo di Genova ed autore della “Legenda aurea”. La Santa trovò la località ligure sconvolta dalla peste e, commossa dall’ospitalità e dalle sofferenze della popolazione, implorò e ottenne che Dio ponesse termine alla terribile epidemia. Prima di partire Caterina benedisse il borgo predicendo che la peste non lo avrebbe colpito mai più. Da più di 600 anni, la città memore di quell’atto di benevolenza, ripercorre in processione la strade attraverso le quali ella passò , dal Duomo a quella della SS. Trinità edificata per sua precisa richiesta dopo la sua partenza. La benefattrice aggiunse che, avendo dato i natali a un uomo illustre come il Beato Jacopo, in suo onore i varazzini avrebbero dovuto fondare un convento per i frati predicatori di S.Domenico. Appagante il grande senso di devozione che ha impreziosito la complessa e ben riuscita manifestazione.



         Giuseppina Serafino

domenica 23 aprile 2017

S.love.nia

La Slovenia è uno dei paesi più piccoli d’Europa, con quasi il 60% del territorio ricoperto da foreste incontaminate ma uno dei più ricchi di biodiversità del mondo. Recentemente ha vinto un ambito premio assegnato da National Geographic alle destinazioni che incoraggiano il turismo eco-sostenibile. La sua capitale, Lubiana, è stata insignita del titolo di Capitale verde Europea 2016. In cima ai 99 scalini che s’innalzano dalla riva del lago sull’unica isola del territorio sloveno, si erge la famosa chiesetta della campana dei desideri. I viaggiatori, suonando tre rintocchi, possono esprimere un desiderio alla misericordiosa signora del lago, protagonista di un celebre leggenda. Oltre ai tanti fiumi, tra cui l’Isonzo, fiume color smeraldo, e alle acque sotterranee, alcune navigabili attraverso le grotte carsiche, vi sono
numerose sorgenti termali e minerali. Sono più di 20 le stazioni termali, 14 delle quali appartenenti all’ Associazione dei centri termali e di cura naturali sloveni. A Zalec, a nord-est di Lubiana, nella valle della Bassa Savinja, conosciuta anche come “la valle dell’oro verde” per via delle piantagioni di luppolo, è stata inaugurata la Pivska Fontana, la prima fontana pubblica di birra in Europa con ben 5 rubinetti, attivabile con un apposito boccale dotato di microchip. La tradizione vinicola nel nord-est della Slovenia è contraddistinta da eccellenti vini bianchi di fama mondiale. Nel centro di Maribor, la seconda città slovena, cresce la vite più longeva al mondo, risalente a più di 400 anni fa. Si tratta dell’unica pianta che vanta un museo proprio, la Casa della Vecchia Vite, e diverse manifestazioni in suo onore. La World Best Female Chef 2017 è proprio slovena: Ana Ros , del Hisa Franko di Kobarid, a Caporetto, è stata premiata come migliore al mondo dalla classifica 50 Best 
Restaurants di Londra, il magazine che ogni anno stila la classifica dei migliori ristoranti del mondo. Altra particolarità è che nelle cavità carsiche slovene vivono oltre 150 specie di animali, tra cui il Proteo, simile ad un piccolo drago, l’unico vertebrato europeo che vive esclusivamente nel mondo sotterraneo, si ritiene anche fino a 100 anni. Le Grotte di Postumia, grotte turistiche più visitate in Europa, ospitano un vivaio in cui poter ammirare questa creatura misteriosa, specie rara in via di estinzione. Le Grotte di San Canziano si distinguono fra le oltre settemila grotte della Slovenia per la grandezza delle sale e della gola sotterranea e per la presenza del fiume Reka, con cascate e rapide che rimbombano. Esse sono state il primo sito sloveno incluso nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. A
Lipica, sul Carso sloveno, a due passi da Trieste, vi è il regno delle razze equine più pregiate al mondo. Si tratta della più antica scuderia europea, con una storia di oltre 400 anni legata a quella della corte asburgica. Come se non bastasse, la città di Sevnica, a est di Lubiana, ha dato i natali a Melania Trump, tanto che la firt lady americana può ormai vantare tutta una serie di prodotti in suo onore: dal miele al vino rosso in edizione limitata, dal cioccolato agli insaccati, dalle creme alle pantofole modello “White House”. Appuntamento in Slovenia per gustare la sua autentica essenza.
                                                                                                                   
                                                      Giuseppina Serafino

giovedì 20 aprile 2017

I Sacri Monti del Piemonte

In un ambiente naturale e paesaggistico di incantevole bellezza si celano i nove Sacri Monti dell’Italia Settentrionale, gruppi di cappelle eretti fra il XVI e il XVII secolo e inseriti dal 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Le costruzioni , immerse in aree a giardino o in boschi secolari, si snodano su
percorsi che salgono ad un monte o ad una altura che va da altezze inferiori ai 600 fino a 1200 metri di altitudine. Ad essere insigniti del prestigioso riconoscimento sono sette Sacri Monti del Piemonte (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo), inseriti nel sistema delle Aree protette della regione Piemonte, che provvede alla loro conservazione e alla tutela dell’ambiente circostante. Oltre a questi, altri 
due appartengono alla Lombardia (Ossuccio e Varese), veri gioielli intrisi di storia, arte e cultura, a cui hanno dato il meglio della loro arte scultoria Gaudenzio Ferrari o Tanzio da Varallo. Dalla zona delle Alpi occidentali, dove il fenomeno ha avuto origine più di cinquecento anni fa, i Sacri Monti hanno successivamente ispirato modelli simili in 
buona parte dell’Europa cattolica. Grazie al legame con una rete di cammini, dagli antichi Cammini Alpini alla Via Francigena, e di piste ciclabili, sono inseriti a pieno titolo nei circuiti del cosiddetto turismo slow. In questo anno di lavoro il nuovo Consiglio dell’Ente di Gestione ha potuto contare, oltre che su fondi regionali e ministeriali, anche sull’apporto finanziario di enti bancari, di privati e di fondazioni comunitarie che hanno permesso l’avvio o la programmazione di importanti lavori di restauro in tutti i Sacri Monti. Si sono resi indispensabili interventi a Varallo, presso la Cappella della Strage degli Innocenti, quella di Sant’Eusebio a Crea, a Domodossola quella dedicata al Cireneo e ad Orta la prima cappella, Natività di San Francesco. 
Altro settore che verrà implementato riguarda la loro promozione, con la realizzazione di un nuovo portale web, finanziato con i fondi ministeriali Unesco. “Stiamo lavorando per trasformare sette straordinari solisti in un coro di valore mondiale, chiamato ad esibirsi a cappella” – ha dichiarato Renata Lodari, Presidente dell’ Ente di Gestione Sacri Monti del 
Piemonte.  "Il percorso che, per volontà della regione, abbiamo intrapreso non è oggettivamente facile. Il nostro obiettivo è fare di sette Sacri Monti, ciascuno dei quali è nato e vissuto per secoli facendo della sua individualità un valore, una realtà unica, e capace di presentarsi come un insieme che fa dei singoli campanili un patrimonio da cui partire”.

                         Giuseppina Serafino

lunedì 17 aprile 2017

Food & Science Festival

Nel corso dei secoli, grazie al contributo delle scoperte scientifiche e delle innovazioni della tecnologia, l’uomo è riuscito ad aprire strade alternative per l’intera filiera agroalimentare: dalla selezione di semi più resistenti ai parassiti e alle intemperie del clima, all’invenzione di un’enogastronomia sempre più ricca e creativa, capace di fondere tradizione e modernità. Si preannuncia di grande interesse la prima edizione del
Food&Science Festival che si terrà a Mantova dal 5 al 7 maggio 2017, un evento che racconterà
l’indissolubile legame tra cibo e scienza. Promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da Frame e organizzato da Mantova Agricola, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e del Comune di Mantova, con Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Camera di Commercio di Mantova, East Lombardy-Regione Europea della Gastronomia 2017 e Politecnico di Milano il Festival è un grande appuntamento di divulgazione scientifica con oltre cento eventi fra conferenze, laboratori, mostre con ospiti di rilievo nazionale ed internazionale.
Gli appuntamenti saranno distribuiti su alcuni dei più caratteristici spazi offerti da Mantova: i laboratori e i percorsi espositivi saranno ospitati nel Palazzo della Ragione, gli spettacoli e le letture al Teatro Bibiena, le conferenze e i dibattiti alla Loggia del Grano e in Piazza Mantegna, gli incontri per gli addetti ai lavori al Mantova Multicentre MaMu, senza dimenticare gli Agricoltour e le altre iniziative che coinvolgeranno piazze e il territorio provinciale.
L’intento è quello di “coltivare”una nuova consapevolezza nei confronti del cibo e del complesso corollario di competenze, tecnologie e passione che ne regolano la produzione. Innovativi non solo i contenuti ma anche la formula del Festival, che si aprirà ad esperimenti di divulgazione interattiva come il Meat-up, un grande evento in piazza in cui il chimico e divulgatore Dario Bressanini (esperto di cibo e innovazione per la rivista Le Scienze) e il “re del barbecue Ginfranco Lo Cascio (fondatore della BBQ4AII University) riveleranno i segreti per cucinare la bistecca perfetta in una vera grigliata scientifica (in collaborazione con ASSICA_ Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi).Due appuntamenti in collaborazione con “Focus”, saranno 
rispettivamente dedicati a “Diete, alimentazione e salute” e “Cibo, fra mito e realtà”.
 Un terzo appuntamento di questo ciclo, con la neuroscienziata Raffaella Rumiata, sarà dedicato ai fattori che influenzano il riconoscimento dei prodotti e le preferenze alimentari.Si guarda al futuro durante l’incontro sull’agricoltura digitale con un rappresentante dell’Osservatorio Smart Agrifood e Gianluca Carenzo, direttore generale del Parco Tecnologico Padano di Lodi. Presso il MAMU, Intesa Sanpaolo curerà,  il convegno “Accellerare la crescita, la sfida dell’agricoltura mantovana dedicato alle imprese del settore agrario di Mantova e provincia”. Proprio dalla convergenza fra valorizzazione del territorio e progresso tecnologico e scientifico potranno arrivare nuove soluzioni alla più antica necessità di tutti gli esseri umani: nutrirsi.
         Giuseppina Serafino
                             
       

giovedì 13 aprile 2017

ViviAMo la Marche

Un progetto che ha l’ambizioso obiettivo di fondere in una medesima campagna di comunicazione le eccellenze umane, culturali,
architettoniche, enogastronomiche delle Marche. Ventiquattro immagini di questa regione con un uguale numero di importanti personalità, vicinissime nello spirito e nella creatività e nella passione del saper fare. Si tratta di ambasciatori marchigiani in giro per il mondo che hanno aderito con grande generosità in un momento difficile poiché avvertono la bellezza delle Marche dentro. La regione è la più longeva d’Italia grazie all’elevata qualità della vita, e gode di un ottimo livello del sistema agroalimentare oltre che ad un ampio
sistema storico e culturale che vanta 400
musei, 72 teatri storici e centinaia di abbazie. Sulla scia di una stagione turistica che ha visto aumentare i flussi turistici, soprattutto stranieri, sviluppa per il 2017 una promozione mirata del brand e di #destinazionemarche. Il turismo balneare rappresenta una della punte di diamante dell’offerta complessiva della Regione.180 km di costa, 26 località che si affacciano sul Mare Adriatico attrezzate per vacanze, circa 56° strutture alberghiere (su un
totale regionale di quasi 900), 829 stabilimenti balneari, ben 17 Bandiere Blu, ottenute per la qualità delle acque e della costa. Sono presenti due parchi nazionali (quello dei Monti Sibillini, Gran Sasso e Monti della Laga), 4 parchi regionali (Monte Conero, Sasso Simone e Simoncello, Monte San Bartolo, Gola della
Rossa e Frasassi). L’elevato livello di qualità della vita nelle Marche si compendia nell’offerta complessiva racchiusa in 6 cluster tematici:: Marche in blu, Cultura, The Genius of Marche, Parchi e natura attiva, Dolci colline e antichi borghi, Made in Marche. Gusto a Km. 0 e shopping di qualità, Spiritualità e meditazione. Per questo motivo, negli ultimi anni, molti personaggi
famosi  hanno scelto di trasferirsi in questa regione definitivamente o per brevi soggiorni.Sceglie spesso Numana come meta delle sua vacanze il celebre violinista Uto Ughi, in particolare perché grande appassionato dei piatti tipici delle Marche. Anche Juan Diego Florez, tenore peruviano di fama internazionale, oltre a calcare le scene del Rossini Opera Festival di Pesaro, risiede in una casa sul colle di San Bartolo. Luciano
Pavarotti, tenore modenese, divenne cittadino onorario di Pesaro, dopo aver scelto di trascorrere le sue estati nella bellissima Villa Giulia, che si affaccia sulla Baia Flaminia, sotto il sopracitato colle. Neri Marcorè, nativo di Porto Sant’Elpidio, è stato testimonial della campagna turistica delle Marche nell’ultimo biennio. Il ginnasta Jury Chechi, a Ripatransone, Contrada Colle del
Giglio, ha aperto un Agriturismo-Resort realizzato in
bioarchitettura, capace di offrire ai suoi ospiti solo prodotti agricoli biologici. Di Ascoli Piceno è originario il compositore di fama mondiale Giovanni Allevi che ha sancito il suo legame con la regione componendo nel 2007 l’Inno delle Marche. Il critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi sta attualmente curando una pregevole mostra dedicata a San Francesco nell’ arte, che sarà allestita nel prossimo
mese di giugno nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, Nel giugno 2014 è stato inoltre nominato Assessore Alla Rivoluzione del Comune di Urbino, con deleghe alla Cultura, all’ Agricoltura e alla tutela del Paesaggio del Centro Storico. Un forte legame avvertito da molti perché… “le Marche non ti abbandonano mai”.
                                          Giuseppina Serafino