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lunedì 30 gennaio 2017

Valencia da riscoprire

Valencia è una città dinamica che presenta un mix di aspetti antichi e moderni, cultura e divertimento, tradizioni da scoprire. Quest’anno avrà tanti motivi in più per visitarla come il rinomato Festival de Las Fallas, che nel novembre 2016 ha avuto il riconoscimento di Patrimonio culturale immateriale
dell’Umanità conferito dall’Unesco. Dal 15 al 19 marzo vie e piazze si riempiranno di enormi sculture in cartapesta, le fallas che verranno bruciate alla mezzanotte del 19 marzo, dopo due giorni ricchi di concerti, spettacoli folcloristici, fuochi d’artificio e sfilate. Valencia, nominata capitale mondiale dell’alimentazione dalla FAO (Food and Agriculture Organization), sarà al centro del dibattito sulla nutrizione sostenibile e sana in
tutto il mondo. Gradevoli tour gastronomici verranno organizzati nel bellissimo parco naturale di 10.000 ettari che circonda la città di Valencia, come il nuovo Bike Tour nelle risaie, o il sentiero dell’Horchata che permetteranno di apprezzare i principali prodotti agroalimentari di quest’area. Bombas Gens, un’antica fabbrica industriale ubicata nella periferia della città, riaprirà questa primavera come nuovo centro
gastronomico. Un nuovo Art Centre opsiterà mostre, incontri culturali, workshops, attività socio-culturali, e sarà anche la “casa” del Ristorante stellato Ricard Camarena. Il ristorante 1 stella Michelin La Sucursal riaprirà le sue porte presso la 
Marina Juan Carlos I; all’interno dell’edificio Veles e vents, altro esempio di suggestiva architettura, celebre per l’ottimo cibo e mostre d’arte. Per quanto riguarda le strutture ricettive, una delle nuove aperture più attese sarà il Marques House, un nuovo hotel di lusso nel cuore della città, accanto al Palazzo barocco Marques Dos Aguas, rinomato per la sua spettacolare facciata e per la presenza
al suo interno del Museo della Ceramica. Con oltre 19 eleganti suite e una piscina panoramica, l’hotel comprenderà lo storico Cafè Madrid, che riaprirà i battenti a marzo; una vera istituzione, in cui è stata creata per la prima volta il cocktail locale Agua de Valencia.                          

 La città è inoltre un fantastico percorso dove correre a cielo aperto, grazie al suo clima mite tutto l’anno e al suo territorio pianeggiante.Valencia ospiterà nel 2018 il Campionato mondiale della mezza maratona, nel frattempo gli appassionati del running potranno partecipare alla Maratona del 19 novembre o semplicemente praticare jogging lungo i Giardini del Turia o sul lungomare. I cicloamatori avranno una rete di percorsi ampliata con il completamento di una nuova pista ciclabile di oltre 20 chilometri, collegando tutti i quartieri della città. Nel 2016 Valencia è stata eletta Città della Seta e quest’anno ospiterà l’incontro Internazionale della Via della Seta, a riconferma dell’importanza che ha rivestito nel commercio tessile in Europa nel XV secolo. Il tour “Valencia, Città della Seta” consentirà di visitare l’interno della Lonja della Seda, un edificio gotico che dal 1966 è Patrimonio dell’Umanità. Una città piacevolmente da gustare.

                                   Giuseppina Serafino

venerdì 27 gennaio 2017

Cicloturismo e Fiab


A Milano la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) ha presentato le iniziative di vacanza in bicicletta per la prossima estate. Sono 7 le proposte che spaziano dalla Francia della ciclovia del Rodano e dei luoghi dell’impressionismo, all’Olanda, di Rembrandt a Van Gogh,passando alla Spagna della Barcellona di Gaudì,; il fascino dell’Irlanda, sarà assaporato nei luoghi che spaziano da Dublino alle Isole Aran. In Croazia e Slovenia, i cicloamatori pedaleranno da Zagabria a Lubiana per conoscere le suggestioni delle capitali d’oriente mentre il viaggio in Svizzera con il Trenino rosso del Bernina consentirà
di effettuare un viaggio intermodale ad anello, pedalando tra i laghi italiani e svizzeri per “planare” verso l’Engadina. Gli estimatori del nostro Paese avranno invece la possibilità di immergersi alla scoperta del Sannio, tra i territori più pittoreschi e misteriosi del Molise. La Fiab e il Cicloturismo si è rivelato un binomio
vincente poiché la Federazione
delle 150 associazioni presenti sul territorio italiano è un punto di riferimento da quasi trent’anni per chi si avvicina al mondo delle due ruote. Andiamoinbici.it è la piattaforma, con motore di ricerca che racchiude il fitto Calendario Nazionale di gite, escursioni e ciclo-vacanze in Italia e all’estero. Altro strumento prezioso è Albergabici.it il motore di ricerca in tre lingue creato nel 2003 con l’obiettivo di segnalare ai turisti 
hotel, agriturismi, bed & breakfast, campeggi che garantiscono un’accoglienza ai clienti in bicicletta. Sono oltre 1000 le strutture ricettive “amiche della bicicletta”, ossia attrezzate per offrire servizi adeguati come ad esempio il ricovero delle bici, attrezzi di base, informazione sui percorsi ciclabili. Da poco è stato firmato il nuovo accordo tra Fiab e Trenitalia per lo sviluppo di una mobilità sostenibile intermodale: tra i vantaggi anche lo sconto del 10% per chi 
raggiunge gli Albergabici con il treno. Un altro strumento da segnalare è Bicitalia.org, la prima mappa della rete cicloturistica nazionale targata Fiab e Ministero dell’Ambiente, con 18.000 Km di strade ciclabili in Italia, di cui 10.000 già mappati, oltre 18 suggestivi grandi itinerari e 50 “ciclovie di qualità”. La rete 
Bicitalia si integra con la rete ciclabile europea Eurovelo: 14 percorsi, 70.000 km. Si calcola che l’impatto economico del cicloturismo in Europa abbia generato un fatturato di 44 miliardi di euro nel 2012 ( 2 miliardi nella sola Francia e 9 in Germania), mentre in Italia si stima un valore potenziale di 3,2 miliardi di euro (fonte studio Ambrosetti per Confindustria ANCMA). Il cicloturismo rappresenta un vero volano per l’economia del nostro 
Paese, infatti la rete del Trentino, con oltre 400 km di piste e un costo di realizzazione tra i 20 e i 400 euro, genera ogni anno 100 milioni di euro di indotto. Nonostante la crisi degli ultimi anni, si può perciò affermare che il cicloturismo è un 
fenomeno in costante crescita che permette di riscoprire, in “modalità slow”, la bellezza dei paesaggi dei patrimoni architettonici, la storia e le tradizioni dei territori pedalando in profonda sintonia con il proprio mondo interiore.
Giuseppina Serafino
                                                               

martedì 24 gennaio 2017

L’arcipelago da sogno di Capoverde

Un patrimonio ambientalistico di incredibile bellezza è quello che contraddistingue l’arcipelago di Capoverde, al largo delle coste del Senegal, nell’Oceano Indiano. Incantano il turista le dieci isole (Boavista, Sal, la disabitata Santa Luzia, Santo Antao, Sao Nicolau, Sao Vicente, Brava, Fogo, Maio e Santiago) di origine vulcanica. Si spazia dalle
(foto di Attila Bertalan)
lunghe spiagge incontaminate ai paesaggi lunari desertici, dalle vette
montuose (Pico do Fogo 2829 mt), alle verdissime vallate di Santo Antao. Isola maggiore dell’ arcipelago per dimensioni e popolazione, Santiago è anche il centro politico e amministrativo di Capo Verde che ospita la capitale Praia. BoaVista, si
estende per 31 chilometri dall’ estremità nord a quella sud, e 29 chilometri da ovest a est, connotandosi come terza isola dell’arcipelago in ordine di grandezza. Si trova a poco più di 400 chilometri dalla costa africana, con un territorio che ha subìto una progressiva desertificazione, dando vita a due aree
desertiche: il Deserto de Viana, con moventi dune di sabbia, e quello de Santo Tirso. Molto appaganti risultano le escursioni effettuate sulla incantevole spiaggia di Santa Monica con i suoi 22 chilometri di lunghezza, i paesi di Bofareira, Estancia de Baixo, Joao Galego, Fundo das Figueiras, Cabeca de Tarafes e Povoacao Velha. Ilha Plana, ossia isola piatta, fu battezzata
così quando venne scoperta nel 1460 e divenne poi IlHA do Sal per la scoperta dei depositi del sale. Dal piccolo paese di Pedra del Lume si
giunge al tunnel scavato nella roccia, nel periodo che risale al 1804, per entrare nella montagna e sbucare nel cratere di un vulcano estinto e collassato al livello del mare. In questo luogo si trovano le antiche saline di Pedra del Luma, scaturite grazie all’azione dell’acqua, che evaporando lentamente, deposita uno strato di sale di colori molteplici per effetto dei diversi materiali presenti. Molto suggestivi a Santa Maria, risultano il mercato dei prodotti
africani, in un dedalo intricato di stradine che si affacciano sul mare, e la spiaggia di sabbia bianca, con uno scalcinato pontile di legno utilizzato dai pescatori. Una vacanza  che si può rivelare rigenerante perchè fuori dagli schemi e dal turismo di massa che fa ritrovare scenari paradisiaci che invitano a sognare (evolutiontravel).
          
                                   Giuseppina Serafino

sabato 21 gennaio 2017

Aarhus, Capitale Europea della Cultura 2017

Al via la cerimonia d’inaugurazione di Aarhus, Capitale Europea della Cultura e Regione Europea per la Gastronomia 2017. Madrina d’eccezione dell’evento Sua Maestà la Regina Margherita, che con oltre 80 bambini, ha sfilato contornata da meravigliose luci al Concert Hall della sopracitata città.              
 La cerimonia, ideata dal visionario artista britannico Nigel Jamieson, ha visto la partecipazione di EIvors, artista faroese, accompagnato da oltre mille coristi in un concerto alla torre del Municipio. Le strade della città si sono trasformate in un mare fluttuante con una parata di lanterne a forma di barca, decorate con messaggi di augurio per il futuro. Presso il porto imbarcazioni con iscrizioni delle tradizionali pietre runiche danesi hanno proiettato un suggestivo gioco di luci e suoni. Aarhus è pronta per un anno straordinario all’insegna di arte, cultura e alta gastronomia.  
 Sono più di 400 gli eventi previsti sotto il motto “Let’s Rethink”. Fra di essi, la rivisitazione della leggenda vichinga “Il serpente Rosso”, la performance sul tetto del Moesgaard Museum del Royal Danish Theatre o ancora la trilogia (Open Hearts, Brothers e After the Wedding) della regista premio Oscar Susanne Bier trasposta in opera teatrale con danza e musica. In partnership con Capitale Europea della Cultura Aarhus, Aros Aarhus Art Museum darà vita ad un nuovo ambizioso progetto artistico internazionale chiamato The Garden- End of Times, Beginning of Times. Esteso su più di 4 km lungo il litorale di Aarhus, il progetto sarà diviso in tre parti: il Passato-Presente e Futuro. Oltre la sua città storica con edifici ed esposizioni che vanno da metà XIV secolo fino agli anni ’70, il Den Gamble By proporrà un viaggio nel tempo con l’apertura di un nuovo museo 
sperimentale ad aprile, permettendo di vedere Aarhus all’epoca Vichinga, la città mercantile del Medioevo, l’industrializzazione fino agli anni ’60. Aarhus è anche Regione Europea della Gastronomia 2017 e prevede più di 100 eventi legati al tema “Rethinking Good Food” e facendo riflettere su una cultura culinaria sostenibile. 
Continua a raccogliere consenso internazionale l’annuale Aarhus Food Festival , diventato il più grande festival di cucina nordica; l’Harvest Celebration vedrà più di 1.000 ospiti riuniti intorno ad una lunga tavola per gustare i frutti del raccolto. Per rendere più sostenibile la rete di trasporti di Aarhus e dello Jutland orientale è stato allocato un importante investimento di 3,5 miliardi di corone danesi per l’ecologica Aarhus Light Rail. Il sistema elettrico lungo 110 chilometri, ridurrà il consumo di energia in città, l’elettricità sarà generata da una fonte sostenibile -come l’energia eolica- con lo scopo di arrivare ad una totale neutralità di carbonio entro il 2030. Un’altra iniziativa sostenibile è “The Culture Ring”, una pista ciclabile di 450 km che collegherà le principali attrazioni, i villaggi e le coste che circondano la città di Aarhus. 
Abbiamo creato un programma molto ricco combinando il contributo di esperti internazionali con il punto di vista locale -ha dichiarato soddisfatta Rebecca Mattehews, Amministratore delegato di Aarhus 2017.                    
                                                                      Giuseppina Serafino

mercoledì 18 gennaio 2017

Namibia: Paese dei contrasti

Si narra che durante la creazione del mondo, in un impeto di rabbia, Dio abbia creato la Namibia: il Paese dei contrasti. Un luogo arido, in cui la vita è difficile anche per gli animali, ma appunto per questo affascinante e da conoscere meglio. La Namibia è il territorio delle aspre montagne, dei canyon profondi, delle immense dune di sabbia, dei deserti che finiscono direttamente nel mare, in cui la nebbia e il freddo si alternano a temperature impossibili. Un prezioso diamante risulta l’Etosha Park, una delle più straordinarie riserve faunistiche dell’intera Africa, dove si svolgono i safari. Nella lingua oshivambo il nome Etosha significa “grande luogo bianco”, per il colore del suolo del deserto salino che rappresenta il 25% dell’area del parco.
Il viaggio incomincia da Windhoek, la capitale  della township Katutura, si procede verso Spreetshoogte Pass, uno dei più bei passi montani del paese da cui si ammira lo splendido panorama della piana del Namib, quindi il piccolo insediamento denominato Solitaire. Si arriva ai margini del deserto del Kalahari, il quarto al mondo per estensione (tra Botswana, Zimbabwe, Namibia e Sudafrica), caratterizzato dalla sabbia rossa. Suggestive le prime luci dell’alba sulle dune di sabbia all’apertura dei cancelli del Namib-Naukluft National Park, con la visita dei Vlei (pozze effimere sempre asciutte) più famose Dead Vlei e SossusVlei. Il giorno successivo si parte per un’escursione del Deserto del Namib (arido da oltre 80 milioni di anni, considerato il più antico del mondo    
che si estende tra Namibia, Angola e Sudafrica) con piante preistoriche, graffiti e pitture rupestri e l’area protetta del Namib Rand Nature Reserve. In direzione nord, si visita la “Valle della Luna” per poi arrivare a Swakopmund. Una bella escursione in barca nella laguna di Walwis Way ci permette l’avvistamento di otarie di Cape Cross sull’Oceano Atlantico, oltre a pellicani, fenicotteri, delfini. Per strade secondarie si raggiunge Brandeberg, nel cuore del Damaraland, quindi Sesfontein, porta d’ingresso del Kaokoveld, terra degli elefanti del deserto, ne sopravvivono circa 600, in perenne movimento alla ricerca di acqua e di cibo. Interessante la visita ai villaggi himba, fiero popolo seminomade che cerca di preservare le sue tradizioni e la sua cultura. Un viaggio on the road in Namibia consente di conoscere una natura spettacolare, popolazioni in via d’estinzione, paesaggi unici e le più straordinarie riserve africane.
                             Giuseppina Serafino                                  

domenica 15 gennaio 2017

In Israele di corsa


La 40ma edizione della Maratona di Tiberiade sul Mar di Galilea ha inaugurato la stagione dello sport in
Israele. La “più bassa” maratona del mondo si svolge a circa 200 metri sotto il livello del mare, nella Valle del Giordano, snodandosi su un percorso di asfalto piatto e veloce, lungo 42,195 Km. Il tracciato passa attraverso monumenti storici, in un
paesaggio straordinario dal sapore rustico. Il 27 gennaio 2017 si svolgerà nella località costiera di Eilat, la durissima competizione Ironman che viene classificata come una dei triathlon più impegnativi

del mondo. l’Israman completo comprende: 3,8 di nuoto, un giro in bicicletta di 180 km seguita da una maratona di 42,2 km corsa e, per chi cerca una sfida più accessibile, ma pur sempre temibile, l’Half Israman che prevede: 1,8 km di nuoto, un giro in bicicletta di 90 km e una corsa di 21,1 km corsa. Quest’anno si terrà anche l’IsraKids tesa ad estendere l’esperienza del triathlon a due gruppi di età. Il 24 febbraio oltre 40.000 corridori sono attesi alla Maraton Tel-Aviv Samsung Marathon, uno dei più importanti eventi internazionali di corsa in
Israele. Il percorso è stato progettato per valorizzare il meglio di Tel Aviv, riconosciuta come patrimonio mondiale dell’Unesco, come: Dizengoff, Rothschild Avenue, Piazza Rabin, il lungomare rinnovato. La settima edizione della maratona di Gerusalemme avrà luogo, invece, il 17 marzo. Si prevede la partecipazione di più di 20.000 corridori provenienti da oltre 54 nazioni. Ci saranno: una maratona completa, una mezza maratona, una gara di 10 km e una corsa di 4,2 km. Il percorso comprende i siti
più noti della
città, tra cui la Knesset, la Città vecchia, la Piscina del Sultano, il Monte Sion, la colonia Tedesca, la Gerusalemme Promenade e il Monte degli
Ulivi. Dal 17 al 19 maggio, circa 10.000 persone provenienti da tutto il mondo sono attese a partecipare alla Mountain 2 valley, il nono evento sportivo annuale che ha avuto luogo nel nord di Israele. Si tratta di una staffetta di 215 km che unisce sfide personali con cameratismo di squadra, in esecuzione giorno e notte nelle zone rurali, dal Nord d’Israele alla valle dell’Yizrael. Ai sentieri si uniscono panorami di importanza storica per le tre religioni monoteistiche: ebraica, cristiana e musulmana. La partenza è prevista ai piedi della statua della “Roaring Lion”a Tel-hai, nel nord, l’itinerario prosegue lungo la valle del fiume
Giordano, passando per la Riserva naturale della Valle di Hula fino a incontrare la parte nord del Mare di Galilea. Il percorso si inerpica poi attraversa la parte inferiore della Galilea, attraversando la Valle di Jezreel nelle montagne del Menashe-parte
settentrionale del Monte Carmelo e, infine, termina a Timrat, a ovest di Nazareth. L’evento si estende su un periodo di 24 ore poiché la staffetta di 215 km è suddivisa in 24 sezioni, ognuna delle quali prevede dai 5 km ai 14 km ciascuna. “Il turismo legato allo sport continua a crescere di importanza” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Uffici onazionale Israeliano del Turismo. Grazie una varietà climatica davvero unica al mondo- 5 differenti climi ogni 50 km- Israele è il posto ideale per realizzare esperienze turistiche
legato allo sport, alla natura, fruendo, proprio grazie all’esperienza sportiva, di paesaggi irripetibili”; ha continuato Avital. Vivere l’emozione, per esempio, di partecipare ad

una maratona come quella di Gerusalemme è davvero
qualcosa di irripetibile:
correre tra le pietre che raccontano 5.000 anni di storia, la spiritualità di 3 religioni, percorrendo i luoghi che possono testimoniare il passaggio di tutte le più importanti civiltà della Terra sarà un’emozione davvero irripetibile, qualcosa di unico e di indimenticabile” ha concluso Avital.

                                               
                 Giuseppina Serafino

giovedì 12 gennaio 2017

Cuba “chiave del golfo”

Terra natale di Italo Calvino, Cuba è un arcipelago che si compone di un’isola principale e di un migliaio di isole e isolette, dette cayos, che fanno parte della Repubblica di Cuba, tranne la Baia di Guantanamo, data agli Stati Uniti. Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492, fu chiamata “Isla Juana” in onore di Juan Principe delle Asturie.
Dai colonizzatori spagnoli Cuba fu definita “la chiave del golfo” per la sua posizione strategica, posta all’imboccatura del golfo del Messico, in un punto dove convergono le tre Americhe. Lungo la costa dell’isola di Cuba si trovano, protetti dalla terza barriera corallina del mondo per estensione, Les Jardines de la Reina. Si tratta di un arcipelago composto da centinaia di isolotti completamente vergini, che rimangono senza nome anche sulle migliori carte geografiche locali. L’acqua è limpidissima e presenta un paesaggio di una bellezza straordinaria: tunnel, canyon profondi ricoperti di coralli, gorgonie e spugne di ogni colore. Situata nella parte orientale di Cuba, Cayo Coco è collegata alla terra ferma da una strada costruita sull’acqua, lunga 17 chilometri. L’Avana, la cui parte “vecchia”, Habana Vieja è Patrimonio Unesco,
 presenta: il Palazzo dei Governatori, la Piazza della Cattedral e il Mercatino d’artigiani, la Bodeguita del Medio e il Palazzo dell’Artigianato, Piazza della Rivoluzione, la parte moderna. A Pinar del Rio viene coltivato il famoso tabacco cubano. Altri luoghi caratteristici sono la valle di Vinales, dove si ammirano le mogotes, montagne tipiche di questa zona, il Parco Monyemar e la città di Cienfuegos con il Parco Marti, il Teatro Terry, il boulevard e il lungo mare. Proseguendo per Trinidad , Patrimonio Unesco, si possono ammirare le sontuose residenze dei ricchi coltivatori, padroni della città (furono lasciate quasi integre dopo la decadenza a causa dell’abolizione della schiavitù). Meritano una visita il museo Historico Municipal, la Piazza maggiore, il Museo Romantico, la Chiesa della Santissima Trinidad, il Bar la Canchanchara.
Successive tappe sono la Valle de Los Ingenios (valle dei Mulini), quindi Santa Clara con una visita al mausoleo di Ernesto Che Guevara. Ci si può dirigere poi a Sancti Spiritus per arrivare a Camaguey, uno dei primi sette villaggi fondato a Cuba dagli Spagnoli, il cui centro storico è Patrimonio Unesco, un misto di differenti stili architettonici, dal neoclassico all’art dèco, dall’art nouveau al razionalismo.
Si riparte per la cittadina di Bayamo con Parque Cespedes, la piazza principale su cui si affacciano la casa del Poder Popular, la Casa de la Trova, il Museo Historico e la Casa de la Cultura. Di particolare pregio risulta il Santuario de la Virgen de la Caridad del Cobre (Madonna del Rame, patrona di Cuba), situata nel villaggio del Cobre, in cima a una collina panoramica , di fronte alle antiche miniere di rame. Infine ci si reca a Santiago con il centro storico e la caratteristica piazza della cattedrale, la Piazza Centrale Carlos Manuel de Céspedes, con visita alla Caserma Moncada e al Morro di Santiago (evolutiontravel.it). Un viaggio straordinario, denso di affascinanti contrasti che invitano a ritornare per scoprire nuove sensazioni.                                                                                                                                                                
       Giuseppina Serafino
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