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lunedì 23 ottobre 2017

Host Milano dà spettacolo

Tanti gli spunti e gli eventi organizzati durante i cinque giorni di Host Milano sulle nuove tecniche di lavorazione di comunicazione, la formazione e l’apprendistato dei giovani, le sfide fra grandi professionisti a livello internazionale. La ristorazione, gli arredi, il design sono sempre più considerati delle forme d’arte in cui è protagonista assoluta la creatività.Una vera e propria installazione d’artista è stata EXIHS-Excellent Italian Hospitality Services, ideato da davide Rampello e sviluppato dallo studio Dante O.Benini Partners & Architects . In questo spazio acqua, aria, colori e materie prime della terra dialogano in un caleidoscopio di elementi basato sulla capacità di evocare emozioni e riflessioni. Un vero e proprio concept, completato da un’area dedicata al living e alla sosta, dove il concetto di ospitalità intesa come spazio lascia il posto alla funzione, legata alla convivialità.
Quest’anno per la prima volta EXIHS diventa itinerante poiché sarà ospitato nella biennale d’arte di Pechino del 2018. HostMilano è stata il palcoscenico di un vero e proprio casting in cui i neocuochi si sono messi al lavoro davanti ad una platea di professionisti (chef e ristoratori, responsabili di grandi catene alberghiere e gruppi d’acquisto) che hanno potuto sceglierei che li ha convinti di più per formarli nella loro azienda. 
Lo spazio Food-Technology Lounge è stata un’oasi della più avanzata tecnologia Made in Italy dove ottenere informazioni dalle aziende

produttrici per il food, dai costruttori di affettatrici, tritacarne a quelli di impianti frigoriferi, macchine per caffè espresso ed attrezzature per bar; macchine per industria alimentare ed articoli Pizza e Pasta Italiana, ha coinvolto più di 60 pizzaioli provenienti da tutta Europa. Altoga-Associazione LombardaTorrefattori e Importatori di Caffè e grossisti Alimentari ha ospitato la V° edizione del Gran premio della Caffetteria Italiana con 16 baristi che si sono contesi il titolo di miglior maestro della caffetteria italiana. Un vero viaggio nel tempo è stato Cafe Chronology a cura di SCA-Speciality Coffee association e WCE-World Coffee Events, un’immersione nei materiali e nella cultura legati al piacere del caffè, con macchine storiche, ingredienti, stoviglie ed arredi di ogni epoca.
 Da evidenziare poi le finali dei campionati Cake designers Worl Championship e The World Trophy of pastry, Ice Cream and Chocolate, organizzati da FIPGC-Federazione Internazionale Pasticceria gelateria Cioccolateria che hanno visto partecipare i più grandi pasticceri del Globo. Altro grande evento il Premio Internazionale di Architettura e casalinghi.I cuochi dell’associazione Chic-Charming Italian Chef sono stati per la prima volta ad HostMilano con il brand ChicRespect; l’approccio green nella ristorazione di qualità è stato analizzato in tutte le fasi della filiera: produzione, preparazione, vendita e consumo, con un occhio alla riduzione degli sprechi e al consumo etico. Il campionato europeo della Pizza, organizzato dalla rivista


design “Bar/Ristoranti/Hotel d’Autore” promosso da IN/Arch, Gambero Rosso, Dipartimento Architettura-Università degli Studi di Roma Tre, Artribune, Archilovers e HostMilano, con il patrocinio di ADI– Associazione per il disegno Industriale e inpartnershipcon FederlegnoArredo.Un riconoscimento che premia il design e l’architettura più interessanti di spazi destinati alla ristorazione, al retail di prodotti enogastronomici, all’accoglienza e all’ospitalità. E ora appuntamento al 2019.
                                                                               
                   Giuseppina Serafino

venerdì 20 ottobre 2017

"Il mondo fuggevole di Toulose Lautrec"

Il Palazzo Reale di Milano celebra fino al 18 febbraio una grande monografica che racconta l’intero percorso artistico di Henri de Toulose- Lautrec (1864-1901). In mostra sono esposte 250 opere di Toulose-Lautrec, con 35 dipinti oltre a litografie, acqueforti e affiches, provenienti dal Musée
Toulose-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali come la tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museum of Fine 
Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte 
di San Paolo), e la BNF di Parigi,
oltre a diverse storiche collezioni private. Sarà possibile ammirare anche la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati da Toulose-Lautrec, accompagnati da studi e bozzetti preparatori dell’artista “Maledetto”.Si tratta di ritratti dei personaggi e del mondo dei locali notturni di Montmartre, dal Moulin de la Galette al Divan Japonais, dalla celebre Goulue a Jane Avril. Considerata la conoscenza da parte di Toulose-Lautrec dell’arte e della cultura giapponese, il percorso espositivo presenta anche rare
stampe di maestri giapponesi, fra le quali la serie completa della Maison verte di Utamaro che raffigura l’ambiente dei postriboli e di coloro che lo
frequentavano. La mostra prende avvio con la sezione che analizza il rapporto intercorso fra l’artista francese e la fotografia, una delle straordinarie novità che come la bicicletta, del manifesto
pubblicitario, del telefono, trasformeranno la quotidianità della vita parigina nel 1880. Il quartiere di Montmartre: sobborgo parigino, ricco di cabaret, trattorie, caffè concerto, sale da ballo con una variegata moltitudine di poeti, scrittori
ed artisti ha rappresentato una
tappa importante della vicenda artistica di Toulose-

Lautrec. Luogo in cui
serpeggiava una carica trasgressiva per l’ osmosi fra il bel mondo
 e gli appartenenti al demi-monde, oltre alla gente del popolo. Un altro dei temi cari all’artista è quello con le “ragazze” delle case chiuse, fonte d’ispirazione che al pari di cantanti, attrici e ballerine dei café-concert, si configura come uno dei suoi capolavori e di tutta l’arte di fine

ottocento.Un’ ultima sezione è quella delle affiche che rivelano una costante attenzione alla vita moderna in tutti i suoi aspetti, dal romanzo best-seller alla moda del ciclismo, diventato fenomeno di élite, alla raffigurazione di un
Portrait de Lautrec
automobilista alla guida di una delle prime vetture. La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttice del Museo Toulose-Lautrc di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il
Musée Toulose-Lautrec di Albi e l’Institut National d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia

    
                       Giuseppina Serafino
                          
  

lunedì 16 ottobre 2017

Sulle tracce delle streghe in Val Antigorio

Un trekking in una calda giornata ottobrina in Val d’Ossola per ritrovare le tracce di streghe fra storia e leggende popolari. Baceno, tappa di partenza, e Croveo furono palcoscenico di una drammatica lotta alla stregoneria che vide fra il XVI e XVII condannò al rogo numerose donne. Il termine strega deriva dal latino “strix” che oggi è il nome scientifico di alcune famiglie di
rapaci notturni, diventato “striga” dal latino popolare, assumendo il significato di esperto di magie e filtri.Si trattava spesso di soggetti che in qualche modo uscivano dagli schemi per il loro modo di essere, rappresentando una

sorta di minaccia da eliminare. Quaranta donne e due uomini vennero torturati e processati dall’Inquisizione domenicana e dal Tribunale diocesano di Novara. Viene da chiedersi perché ciò avvenne proprio in Valle Antigorio. La valle era vicina alla Svizzera calvinista e protestante, dove mercanti, cavallanti e spalloni frequentavano quelle regioni valicando gli alti passi alpini. La Bocchetta d’Arbola fu un luogo di transito di idee innovatrici, fra vino e formaggi passarono nuove
visioni della vita e della religione; in anni
di cattivi raccolti ed epidemie dilaganti, 
di lotte di fazione e violenze diffuse, l’Inquisizione causò una ulteriore incertezza in anni già tragici. Lo storico Gianbattista Beccaria vede nel fenomeno delle streghe di Croveo la sopravvivenza di antichi riti pagani in sacche culturali confinate sulle Alpi Lepontine, per cui il demonio potrebbe
essere la trasformazione dell’antichissimo culto del dio celtico Cernunnos, raffigurato con corna e gambe incrociate. Nessun elemento inquietante ha caratterizzato la nostra camminata su mulattiere ed anfratti rocciosi su cui si
avvertiva un senso di vertigine,
così come sul ponte di ferro che permette di attraversare il torrente Devero. Molto suggestive le numerose baite di pietra disseminate lungo il percorso nei pressi dell’oratorio di Uresso e i ruderi del vecchio abitato di Cuggine sommerso dai rovi. Al Ponte della Baulina ci siamo soffermati ad ammirare il grande ponte ad arco realizzato in pietra e le impressionanti marmitte dei giganti. Incantati dalle meraviglie di questa natura selvaggia,
giungiamo a Croveo, porta d’accesso al Parco Naturale Veglia-Devero, per visitare la parrocchiale, edificata nel 1621, dedicata alla Natività di Maria Vergine. Sul sagrato della medesima è posto il monumento a Don Amedeo Ruscetta, prete viperaio, che teneva lezioni
di cattura dei rettili che venivano poi inviati ad istituti sieroterapici per l’estrazione del veleno.Scendiamo poi sul“Sentiero storico-Via dell’ Arbola”, delimitato da muretti in sassi e con resti di antichi mulini per arrivare al ponte ad arco ed alla caldaie di
Croveo, davvero spettacolari per il vertiginoso baratro in cui precipita una cascata, sovrastata da due massi
giganteschi disposti a capanna. Assaporando il profumo della vegetazione lussureggiante facciamo ritorno a Baceno con la sua monumentale Chiesa, dedicata a S.Gaudenzio, una delle più belle delle

Alpi occidentali, sulla cui facciata campeggia il
grande affresco del 1542 raffigurante San Cristoforo che porta il Cristo Bambino. Affascinante l’interno dell’edificio superbamente affrescato che restituisce il valore appagante di un luogo denso di mistero e di significati autentici come quello della Valle Antigorio, in cui si fondono Storia ed echi di credenze popolari radicate nell’essenza del territorio.
                                        Giuseppina Serafino

venerdì 13 ottobre 2017

Cipro in mostra

Nell’anno in cui Pafos, è Capitale Europea della cultura 2017, Cipro viene celebrata a Milano con una bella mostra fotografica nel prestigioso corso Vittorio Emanuele II, fino al 30 ottobre. Il percorso denominato “Cipro, cultura alla corte di Afrodite, è stato organizzato dall’Ente Nazionale per il Turismo di Cipro in Italia, con 40 pannelli. Gigantografie che fanno riferimento alla leggenda che narra della nascita di Afrodite fra le acque del mare, nei pressi della località Petra Tou Romiou, lungo il litorale sud-ovest dell’isola. La successione fotografica si connota come un suggestivo tour virtuale che parte da Pafos, località nella quale scaturì il mito di Venere, per far svelare le molteplici bellezze di
questa isola, patria della dea sopracitata. Un magico gioiello incastonato nel mare cristallino, connotato da veri e propri tesori archeologici, da una natura incontaminata e da secolari tradizioni. Quella che viene considerata la terza isola del Mediterraneo si è configurata come un interessante crocevia di molteplici popoli, e culture di diversa provenienza.
Svariati i
fotografi
di spicco del panorama internazionale, cipriota e italiano protagonisti di questo accattivante viaggio virtuale quali Marcus Bassler, Andreas Constantinou, Massimiliano Rella, Franco Cappellari, Camilla
Morandi. Posta al crocevia tra Europa, Asia e Africa, all’estremità del Mare Nostrum. Cipro è stata fin dall’antichità terra di passaggio per Greci, Fenici, Assiri, Egiziani, Persiani e poi Romani, Bizantini, Crociati, che hanno lasciato un patrimonio archeologico e culturale di ingente valore. Pafos è un incantevole città della costa occidentale dell’Isola, con un porticciolo caratteristico, il Forte Medievale e straordinari siti archeologici. L’intera città è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Culturale dell’ Umanità. La cittadina è sede del secondo aeroporto
internazionale dell’isola che è diventato anche il 50° hub della compagnia aerea Ryanair, che effettua voli diretti verso l’Italia e l’ Europa. Nell’ entroterra si trovano numerosi villaggi e monasteri che hanno mantenuto inalterati i propri
antichissimi usi e costumi. Il Monastero di KYkkos, il più grande e conosciuto monastero di tutta Cipro che possiede una delle tre icone  attribuite a San Luca e, nel suo Museo ospita una ricchissima collezione di oggetti sacri. Sorgono inoltre pittoreschi paesini dall’architettura ben conservata, come Plastres, Kakopetria, Agros, Kalonpanagiotis, Padoulas, Moutoullas, rinomati per i loro prodotti genuini e tipici come la frutta candita “Gliko” e i salumi affumicati “hiromeri”, “Loukanika” e “Lountza”.Una Cipro tutta da gustare partendo già dalla  suggestiva mostra di Milano.

                         Giuseppina Serafino 

lunedì 9 ottobre 2017

La Valle Isarco e i suoi 100 itinerari

La Valle Isarco, situata a quasi 100 km dal Brennero e Bolzano passando per Vipiteno e Bressanone, è stata definita “la valle dei
percorsi” per i suoi molteplici itinerari tematici. Nel cuore dell’Alto Adige l’ambiente presenta sfaccettature che acquistano un fascino particolare con i colori autunnali: vigneti e boschi di caducifoglie, malghe in altitudine che si ergono dinanzi al regno delle rocce e dei ghiacci. Un patrimonio ambientalistico di notevole pregio che può essere riscoperto grazie alla nuova Guida “ Escursioni in Alto Adige/Sudtirol-Valle
Isarco, la valle dei percorsi”, realizzata grazie alla locale società di promozione Valle Isarco Marketing è disponibile nei vari uffici turistici. Vengono presentati 100 itinerari suddivisi in 10 tematiche,
belle escursioni da 500 a 3500 metri, anche a misura di famiglia, trekking in alta quota, vie ferrate su roccia, sentieri didattici, ed itinerari culturali. Una passeggiata adatta alle stagioni intermedie è il giro alle Cascate di Barbiano e al luogo mistico delle Tre
Chiese. Lungo questo sentiero “Wasserfallweg” si raggiunge prima la cascata inferiore poi quella superiore, dove si verificano 8 salti d’acqua che precipitano a valle da un gradone di 200 metri di altezza. Molto suggestivo è il sito con le 3
cappelle edificate in un luogo, sede di antichissimi culti pagani. La “Via dei masi di Fundres” è un percorso tematico denso di spunti storico-
culturali attorno ai masi più caratteristici di questo straordinario territorio. Il vero e proprio viaggio di scoperta raggiunge un’altitudine massima di 1325 metri e si snoda su un tragitto lungo 8,5 km e che
dura 2,5 ore. Fra le particolarità da segnalare : il proprietario del maso Feurer pratica l’arte del bottaio, di fronte al maso Parth si trova il Museo del tempo con il giardino aromatico. Fra le escursioni più montane, al di sopra dei 2000
metri, l’escursione circolare attorno al Sass Putia rimane una delle classiche dolomitiche della zona ben percorribili fino a stagione avanzata. Siamo all’interno del Parco Naturale Puez-Odle, e il massiccio del Sass de Putia fa parte del Patrimonio Naturale Unesco. La gola Moibach-Schlucht fornisce una visione d’insieme della geologia dell’era pre-dolomitica.La roccia delle guglie e dei picchi arditi delle Odle, a cui il Putia appartiene, la si ammira
a distanza di sicurezza, attraversando malghe e radure fantastiche. I gestori dei rifugi della Valle Isarco, molti dei quali rimangono aperti fino alla fine di ottobre, sono artefici del nuovo progetto “ Baite Top “ (Tested-Outstanding-Place): un circuito di 56 malghe e rifugi “certificati” in base a 61 requisiti di tipicità, autenticità della cucina e dell’accoglienza genuinamente altoatesina. Un fascino assolutamente da provare.


                             Giuseppina Serafino

giovedì 5 ottobre 2017

L’Ucraina e la sua architettura popolare


Sono molteplici le attrazioni che contraddistinguono l’Ucraina dal punto di vista turistico come ad esempio monasteri, terme ed antichi castelli. Più di 500 città hanno più di 900 anni e circa 4500 villlaggi hanno una storia che risale a 300 anni fa. Ciò che però costituisce un aspetto molto suggestivo sono le tante chiese in legno, costruite fra il XIV e il XVIII secolo e ancora utilizzate come luoghi di culto. Sono dei veri e propri monumenti che rappresentano la manifestazione tipica del patrimonio
culturale ucraino e dello
straordinario spirito sacro del
passato. Se ne contano più di tremila, sparse in tutto il territorio, otto di queste sono state iscritte nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco nel 2010 e in contemporanea è stato avviato un progetto per promuovere la conservazione e la fruizione di tutti gli edifici sacri del paese. Si trovano per lo più nella regione occidentale, in zone rurali e sono degli autentici
capolavori
gotici unici al mondo, che intrecciano
elementi della tradizione ecclesiastica ortodossa con elementi della tradizione locale, realizzate dagli stessi abitanti del villaggio. Risultano costruite su un piano tripartito e sono sormontate da cupole ottagonali o quadrilateri; presentano campanili , tappeti colorati e pregevoli decorazioni interne policrome che illustrano molteplici riferimenti simbolici e sacri, relativi alle tradizioni. Fra i santuari che meglio si sono conservati vi è la Chiesa di San Michele Arcangelo, ubicata nella regione dei
Carpazi, costruita con la tecnica del legno orizzontale, avvalendosi di eccezionali abilità di carpenteria, ha mantenuto interamente le sue parti originali. Questa costruzione è talmente ben posizionata sul pendio da sembrare cresciuta spontaneamente dal terreno. A Kiev, è stato realizzato il Museo di
Architettura popolare e della vita rurale con l’intento di conservare l’architettura in legno del paese, ospita più di 105 elementi architettonici e la più antica in legno del villaggio di Kruyka. Attualmente è uno dei più
grandi musei a cielo aperto d’Europa. Il 18 aprile scorso, in
occasione della Giornata internazionale per i Monumenti , Google Ucraina, in collaborazione con il Ministero della Cultura dell’Ucraina, ha creato un 3D Accedendo al sito https://ukraine-kiev-tour.com/ukraine-wooden churches.html è possibile inoltrarsi in queste opere d’arte, espressione dell’ architettura vernacolare. Esse contribuiscono a fare dell’ Ucraina, paese con un forte multiculturalismo e privo di un turismo di massa, una destinazione dell’Europa orientale densa di fascino e autenticità.


                               Giuseppina Serafino