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mercoledì 30 novembre 2016

Magia dell’ Avvento nel Burgeland

A pochi passi da Vienna, il Burgeland è una regione tutta da scoprire, vivere e ricordare. Un lembo di terra dalle molteplici sfumature, impreziosite dal chiarore di 300 giorni di sole all’anno. In questa splendida cornice si stagliano bellissimi castelli, fortezze, torri di avvistamento che lasciano trasparire una suggestiva atmosfera culturale. Passato e presente si fondono straordinariamente creando un connubio fra tradizione di antiche leggende e fermento innovativo.
Area naturale protetta per un terzo del territorio, il Burgeland è ricco di piste ciclabili, sentieri per trekking, paradisi per velisti e surfisti: un vero eldorado per vacanze eco-sportive. Un viaggio nella storia, ancora più appagante per le molteplici esperienze gourmet locali e l’aroma dei suoi vini. Se nel viaggio in Pannonia, oltre al territorio, si desidera conoscere anche la sua gente, è di fondamentale importanza la partecipazione a uno dei tanti “Kirtage”-festività-o ad una delle festività popolari per conoscere le usanze tipiche. Dalla sfilata di carnevale con il “Blochziehen”-il tiro di una slitta con un tronco di pino cembro-fino al “Martiniloben”-la festa di san Martino 
a novembre-con il battesimo del Novello e l’arrosto d’oca. Sia che si vada dal “Muhlenkirtag” o dell”Erntedankfest”, del mercatino dell’Avvento o della “Tschardakenfest”, della “Pannonische Sautanz” o degli sbandieratori di Neckenmarkt-non mancano mai musica, buonumore, gastronomia. Le luci di Natale si 
accendono già dall’ultima settimana di novembre in Burgenland. L’intera regione si ammanta di decorazioni che illuminano i suoi castelli, le sue fortezze e gli incantevoli paesini. Biscotti tradizionali, vin brulè, mercatini con prodotti dell’artigianato locale e tante attività per grandi e piccini sono la cornice di una vera e propria full immersion nell’atmosfera natalizia. Il tradizionale mercatino di Natale 
presso la Fortezza di Forchtenstein vanta una delle più belle decorazioni luminose in Austria. Raffinati espositori offrono manufatti della regione sotto la volta del castello. Presso il Castello di Lackenbach nei tre giorni del secondo weekend dell’Avvento, circa 50 espositori propongono artigianato, prodotti biologici e specialità culinarie; è presente un ricco programma di intrattenimento con dimostrazioni di tecniche artigianali. Dall’8 all’11 dicembre si svolge il mercatino di Natale presso il Palazzo Esterházy. Tradizione, ma anche arti e mestieri di respiro internazionale, vin brulè, punch e castagne attendono i numerosi visitatori desiderosi di immergersi in una incantevole atmosfera onirica.










                                    Giuseppina Serafino



domenica 27 novembre 2016

Natale da favola in Danimarca

Tutto il mese di dicembre è occasione di festa in Danimarca e ci si ritrova per celebrare in un’ atmosfera calda e accogliente che in danese ha un proprio nome, hygge! Hygge è la luce della candela, il camino acceso, gli amici e la famiglia. Il Natale aveva un posto particolare anche
nel cuore dello scrittore Hans Chistian  Andersen, che ne traspose le emozioni in diversi suoi racconti. Tra i ricordi più intensi legati alla sua terra natìa, e nell’isola di Fionia, considerata il “giardino della Danimarca”, si trovano i mercatini più fiabeschi di questo Paese. Odense celebra il Natale con un magico allestimento che prende il nome dal suo più illustre cittadino: il Mercatino natalizio di H.Andersen. Il vecchio centro della
cittadina fa da cornice all’evento con giocolieri, carrozze, giostre, organi a manovella e naturalmente i personaggi delle fiabe del sopracitato letterato. Sull’isola di Tasinge, vicino a Troense, uno dei villaggi più pittoreschi della Danimarca con tetti in paglia, il castello di Valdemar
che risale a 350 anni fa, ospita un
mercatino natalizio ogni week end dal 26 novembre al 18 dicembre. A Skagen, nello Jutland del Nord, ci si avvicina al Natale con il calendario dell’Avvento vivente, le 24 finestrelle del calendario sono
 distribuite tra diversi edifici  riconoscibili per le decorazioni in abete. Ogni giorno una carrozza a cavalli attraversa la cittadina per accompagnare gli angioletti ad aprire la casella giusta. Dietro la finestrella sorprese natalizie per grandi e piccini: assaggi di birra, dolci natalizi, laboratori e concerti. Hjerl Hede è un Open-Air Museum poiché il
Natale è una festa antica, tanto che ancora oggi si preparano pane e dolci nel forno a legna. La storia rivive tra artigiani e paesani in costume in più di
100 aziende  agricole ed edifici storici ricollocati nella brughiera.  Anche
Voergaard castle viene offerto un assaggio dei tempi passati, popolati
da cavalieri e nobildonne; enormi candelabri illuminano le sale del castello, alberi decorati si riflettono nelle grandi vetrate e dolci sapori si diffondono nell’aria delle stanze. Nella sala dei cavalieri, nelle cantine e nel cortile centrale numerose bancarelle
espongono oggetti e dolci tipici. La seconda più grande città della Danimarca nonché Capitale europea della Cultura 2017, Aarhus, sta diventando la destinazione preferita dai turisti. Il Museo di arte moderna della città, Aros presenta lo spettacolare anello di vetro con i colori dell’arcobaleno, dell’artista danese Olafur Eliassone -la nuova zona portuale, stanno trasformando ulteriormente il paesaggio urbano, che si anima di uno spirito natalizio unico. A un’oretta di treno dalla capitale visitando Nisseland, a Morkov, è possibile tuffarsi in 1500 mq di paesaggi fantastici popolati da folletti meccanici. Un modo originale di vivere un Natale fiabesco.

                                     

                  Giuseppina Serafino

giovedì 24 novembre 2016

Visit Russia

Nei primi giorni di gennaio 2017 a Milano, in v Omboni 6, verrà aperto il nuovo Ufficio turistico Nazionale dell’Agenzia Visit Russia, che si adopererà per la promozione della “Destinazione Russia”, un Paese dalle enormi  potenzialità di accoglienza. Verrà perciò rafforzata la collaborazione con i Tour Operator italiani e russi allo scopo di creare i collegamenti e incrementare la comunicazione dedicata ai viaggiatori italiani. L’Ufficio Visit Russia a Milano è il secondo in italia, dopo quello aperto a Roma nel 2015. Sono presenti nel mondo 9 uffici Visit Russia, altri 4 verranno aperti entro la fine di quest’anno. Partner del Ministero della Cultura della

federazione Russa dell'agenzia federale del Turismo è l’agenzia di comunicazione The Round table, che rappresenterà nel capoluogo lombardo Visit Russia Events. La presentazione di questa iniziativa è avvenuta alla Triennale- Design Museum di Milano, con il Vice Ministro della Cultura della Federazione Russa Alla Manilova e del Sottosegretario di Stato del Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dorina Bianchi. “La Russia e l’Italia stanno lavorando strenuamente per rafforzare le loro relazioni nel turismo e i nostri sforzi sono proficui- ha affermato Alla Manilova-Il flusso dei turisti russi in Italia ha avuto una battuta di rallentamento nel primo semestre del 2016 (-1%) ma ci aspettiamo una crescita complessiva nell’anno tra il 5 e il 10%. La dinamica del flusso turistico italiano in Russia invece è più positiva: è prevista una crescita annuale dal 10 al 15%.
Visit Russia di Milano lavorerà in particolare per promuovere le nuove destinazioni turistiche rappresentate da molte Regioni della federazione che stanno sviluppando nuove proposte all’insegna della Natura, della Salute, dello Sport, tra cui sci, caccia e pesca. Nel 2017 la Russia ospiterà la Confederations Cup e nel 2018, con ben 11 città coinvolte, sarà teatro del Campionato Mondiale di calcio FIFA 2018. La Russia si sta quindi preparando ad accogliere milioni di turisti da tutto il mondo, appassionati dello sport più popolare del pianeta, che dovranno trovare interesse anche per nuove proposte ed esperienze promosse da Tour Operator e Mass Media. “Oggi-dichiara Dorina Bianchi- si rafforza ulteriormente il legame tra Russia e
Italia. A Roma, il 5 ottobre scorso, abbiamo firmato un piano di azione per gli anni 2017-2019 che individua come prioritario il rafforzamento delle destinazioni minori ed in particolare dei borghi storici, la valorizzazione del turismo enogastronomico, il rilancio delle ferrovie storiche. La cooperazione tra Italia e Russia continuerà anche nel settore della cultura attraverso la predisposizione di specifici itinerari turistico- culturali (la stagione lirica), con la promozione della cooperazione intermuseale e con la realizzazione di progetti espositivi di alto valore scientifico, volti a diffondere il patrimonio culturale dei due Paesi”.

                                    Giuseppina Serafino                        



martedì 22 novembre 2016

Il Piave si candida a Patrimonio Unesco

E’ ufficialmente partita la candidatura della valle del Piave a Paesaggio Culturale Patrimonio dell’ Umanità -Unesco. Si tratta di un progetto alquanto ambizioso che richiederà nel prossimo triennio un lavoro impegnativo di ricerca e promozione per ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura con sede a Parigi. L’iter della candidatura richiede la realizzazione di un ampio dossier e molteplici
iniziative di marketing territoriale tra le province di Venezia, Treviso e Belluno, e più in generale in tutto il Veneto. Il Comitato Promotore, presieduto da Giuliano Vantaggi, e il Comitato Scientifico, guidato dal prof. Giovanni Campeol, annovera illustri
esponenti del mondo della cultura, dell’arte, della comunicazione e dell’architettura, tra cui il prof. Philippe
 Casa del Tiziano
Daverio, il prof. Ulderico Bernardi, il dott. Mario Maffucci, storico dirigente Rai, e l’arch. Alberto
Cecchetto dello IUAV di Venezia; DanieleMarcassa, autore e conduttore radio-televisivo, e Nicola Piccoli, entrambi dell’agenzia Phil fresh di San Donà di Piave, che hanno lavorato per diversi anni al progetto “Perdipiave”. La candidatura vede il sostegno istituzionale della Regione Veneto ed è supportata dai tre Consorzi BIM di Venezia, Treviso e Belluno, da Union Camere del Veneto sul fronte imprenditoriale. Cristiano Corazzari, Assessore alla Cultura della Regione Veneto ha dichiarato: “ Già con la Delibera del 2015 la Regione Veneto ha voluto appoggiare questa importante candidatura che si pone un obiettivo strategico di promozione della cultura, in senso ampio, della nostra regione. La valle del Piave,

prima nel suo rapporto commerciale con la Repubblica di Venezia, rappresenta uno scrigno di inestimabile valore che ci si prefigge di far conoscere in Italia e nel mondo. Un progetto che mira anche a diffondere i valori e l’identità che da sempre caratterizzano le genti della nostra regione “. Il Piave un fiume che evoca tanti ricordi, che eccheggiano nelle pagine di grandi letterati da Carducci, d’Annunzio, Calvino, Buzzati, Zanzatto, Parise ed Hemingway, che arrivò a dichiarare “sono un ragazzo del Basso Piave” . Secondo il Comitato, il Piave rappresenta il cordone ombelicale tra Venezia
e leDolomiti, che ha consentito continui scambi commerciali e culturali che hanno contribuito alla grandezza
mondiale di Venezia. All’inizio è stato reso possibile il trasporto del legname dalle foreste montane alla laguna, favorendo la costruzione della flotta navale della Serenissima, grazie anche al primo sistema di certificazione del legno a livello mondiale. Successivamente la valle del Piave è diventata la più grande “bottega veneziana” con i maggiori artisti, quali Tiziano Vecellio e Antonio Canova, agli ordini del Doge, che “firmavano” ville, palazzi, castelli, opere architettoniche presenti in quello straordinario museo diffuso che è questo fiume.A due anni dal Centenario, va ricordato che il Piave è stato il fiume della Grande Guerra, con oltre due milioni di soldati coinvolti e oltre 300mila caduti.” Occorre fare candidature che evidenzino il paesaggio culturale di un territorio, fornendone uno spaccato della Storia dell’Umanità, che siano il più possibile seriali e che
abbiano un’eccezionalità ed unicità internazionale. Di guerra Unesco non parla tanto facilmente - ha affermato Giuliano Vantaggi- ma occorre parlarne guardando al futuro, come un monito, un errore da non ripetere per le generazioni future.”                                                                    

                                             
                                                            Giuseppina Serafino



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sabato 19 novembre 2016

Il Circolo dei ferrovieri “Martiri di Greco”e la festa del 70°

Il 13 settembre 1946, presso il notaio Ezechiele Zanzi, nasceva il “Circolo ferrovieri Martiri di Greco", Società cooperativa a responsabilità limitata”. Il primo statuto del nuovo sodalizio prevedeva di “procurare ai soci e alle loro famiglie un luogo di ricreazione e di divertimenti onesti e civili, nonché provvedere all’ acquisto di generi alimentari…per somministrarli ai consumatori alle migliori condizioni possibili”. Nel 1949 lo
Statuto viene integrato da una formulazione che tiene conto del passato glorioso di “Arte e diletto club” e di tutti i suoi animatori.Questo piccolo  ma significativo     spiraglio statutario consente a tantissimi lavoratori di collaborare coi dirigenti del Circolo, dando vita all’ associazione “Club dei ganassa” che all’ inizio sconcerta i bacchettoni del tempo arroccati in una mentalità corporativa. Il nuovo gruppo rivitalizza l’attività sociale e ricreativa realizzando le iniziative più disparate
 che spaziano dalle gite turistiche a sfondo enologico in Piemonte, a tornei di carte, di bocce e di biliardo, nonché a giocose feste da ballo con maestri musicisti del “liscio”in occasione di festività.Una delle pagine più importanti per spiegare il salto qualitativo compiuto dal Circolo nel corso degli anni Novanta riguarda la
scelta della Società nazionale di Mutuo Soccorso  di riappropriarsi del Salone liberty “Il Treno” di via S. Gregorio 46, utilizzato negli ultimi anni per la proiezione di film a luci rosse. La decisione conseguente è quella di dare in affitto alla  Società  Artevaria  s.r.l  l’esercizio di bar-trattoria, ristorante e pubblico spettacolo ai fratelli  Bissolotti, Angelo, Paolo e Anna che, affiliati al circuito Slow Food, hanno ancora di più valorizzato gli spazi ricevuti in esercizio. Una delle clausole che favorisce il rilancio dell’attività sociale e culturale del Circolo
concerne la possibilità di utilizzare gli spazi del Salone dieci volte l’anno per organizzare assemblee societarie, iniziative culturali e altro. Oggi, oltre a spettacoli teatrali e musicali gratuiti per i soci, vengono organizzate gite presso musei e castelli, di uno o più giorni, con il Dopolavoro Ferroviario di Milano. In collaborazione con la Fondazione per la Mutualità Cesare Pozzo e con l’aiuto del Circolo Filippo Buonarroti è stato possibile avviare un corso gratuito d’italiano per stranieri che ha raggiunto la partecipazione di oltre cento alunni. Il 27 novembre 2016 nel Salone Il Treno è prevista una giornata di festa con laboratori di Baby Cucina a cura di Slow Food,
pranzo, aneddoti, canti popolari milanesi, balli e l’esibizione della Bovisa Jazz band. Per l’occasione verrà esposta la mostra su Cesare Pozzo e la storia della Società di Mutuo soccorso a lui dedicata. L’auspicio è quello di condividere la nutrita kermesse con un folto pubblico di cittadini milanesi desiderosi di conoscere la realtà del Circolo ferrovieri plaudendo al suo 70 esimo anno di vita.
                                     Giuseppina Serafino

martedì 15 novembre 2016

Cremona e le sue dolci tradizioni



Cremona sta per trasformarsi, dal 19 al 27 novembre, nella capitale europea della gola e del divertimento con la Festa del Torrone, che l’anno scorso ha registrato 300 mila presenze. Il tema di quest’anno sarà il Tempo perché esso come il torrone è passato e presente, tradizione e storia ma il Tempo è anche
 futuro e innovazione. Tutte peculiarità di cui Cremona è ricca grazie al suo prodotto tipico e il mondo produttivo che la caratterizza. Gli eventi di quest’anno saranno quindi all’insegna del tempo, di cui la città è simbolo in quanto patria di Jannello Torriani, maestro orologiaio, poliedrico inventore del ‘500 che sarà festeggiato con una maxi infiorata in Piazza Marconi e con un grande stendardo 
creato dai fumettisti del Centro A. Pazienza. Non mancheranno rievocazioni storiche come il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti e la grande mostra per i 180 anni della 
Sperlari. Per tutta la durata della festa, la Loggia dei Militi, in Piazza del Comune, si trasformerà in un museo a cielo aperto in cui il visitatore potrà ripercorrere le tappe della storica azienda. L’insegnamento della liuteria e dell’archetteria è diventata una peculiarità artigianale della città di Cremona, un’altra occasione di 
visita per molti turisti che vengono incuriositi da quest’arte molto particolare. Il 5 dicembre 2012 a Parigi l’Unesco ha iscritto la tradizione liutaria cremonese nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’Umanità. Si contano circa 141 botteghe specializzate: 93 italiane, con 71 maestri cremonesi, e 
48 straniere, che
vantano ben 25 maestri provenienti da Paesi non europei; alle
botteghe artigianali si affianca la Scuola internazionale di Liuteria, frequentata da circa 400 studenti di varie nazionalità, che arrivano nella città di Stradivari per imparare il metodo classico
cremonese. Situata nel nobile palazzo  ottocentesco Mina-
Bolzesi nel centro di Cremona, l’Academia Cremonensis è sorta dalla volontà di un esperto liutaio, Guarneri del Gesù di dare continuità alla storica tradizione cremonese dell’arte liutaria. L’obiettivo è quello di tramandare questo mestiere con la realizzazione di strumenti secondo le linee guida della tradizione dei Maestri liutai. L’Academia Cremonensis basa il suo insegnamento sul metodo del maestro Simone
Fernando Sacconi per gli strumenti ad arco ed il metodo del
 Maestro Giovanni Lucchi per gli archetti. Nel corso dei secoli la liuteria ha caratterizzato radicalmente il profilo della città, donandole un’immagine di eccellenza culturale ed artistica, anche con l’inaugurazione nel 2013 del nuovo Museo del Violino che ha dato rilievo ai capolavori in essa presenti.                                                          
    Giuseppina Serafino                                

sabato 12 novembre 2016

Verona si veste di Natale

Verona è apprezzata per la stagione lirica all’Arena e per la sua prossimità al lago di Garda. In prossimità del Natale sono stati messi in rete oltre 1.000 eventi, con la regia di ConfcommercioVerona, per accogliere
nuovi visitatori pronti a riscoprirla. L’offerta spazia dalle grandi Mostre di Picasso e i Maya, ai mercatini e alle degustazioni nelle Cantine della Valpolicella e del Soave, alcune delle terre più rinomate per la qualità dei vitigni a livello internazionale. Si prevedono aperture eccezionali a dicembre di Gardaland, oltre all’appuntamento imperdibile del Villaggio di Natale a Bussolengo. Il Villaggio di Natale Flover compie 20 anni e festeggia con un’edizione in grande stile, densa di novità e di nuovi spettacoli. Dalla prima edizione, con una suggestiva scenografia ispirata al borgo medioevale Rothenburg ob der Tauber in Germania, esso è diventato il più famoso mercatino di Natale al coperto in Italia, con oltre 7.000 metri quadrati di esposizione. “Verona Minor Hierusalem”: "Una città da valorizzare assieme”, a cura della Diocesi e del Banco Popolare di Verona, presenta tre percorsi che apriranno le porte di chiese dal grande valore storico, artistico e religioso: San Siro e Libera, santo 
Stefano, Santa Maria in Organo, San Giovanni in Valle e san Giorgio in Braida. Gli itinerari offriranno l’opportunità di scoprire un tesoro artistico e spirituale unico facendo comprendere perché Verona in passato fu definita “Piccola Gerusalemme”. Per i fautori della vacanza attiva, vi è la graziosa località di Malcesine e, raggiungibile con la funivia, la cima del Monte Baldo. Ipotizzando una spesa media di 25 euro a visitatore, l’indotto stimato sul territorio è di circa 50 milioni di euro. Dallo scorso anno anche due compagnie aeree sono partnership del progetto : Volotea e Ryanair. La prima di queste due, durante il periodo invernale si potrà raggiungere facilmente la città scaligera da 5 città italiane- Bari, Cagliari, Catania, Napoli e Palermo- e da Tirana- Ryanair, ha aperto per Verona un nuovo collegamento da Madrid, 
oltre a Cagliari, per un totale di 6 destinazioni collegate.Confcommercio Verona dal 2010 si adopera per creare una rete capace di valorizzare, anche a dicembre, la proposta turistica della città, parcellizzata in una moltitudine di micro-eventi. Paolo Arena, Presidente della sopracitata Associazione, durante la conferenza stampa, ha evidenziato come “ Il flusso dei turisti sia cresciuto sensibilmente ed in modo progressivo, fino a sfiorare le 300 mila presenze (+ 37% italiani e 22% stranieri) dello scorso anno. L’offerta turistica della città ha richiamato lo scorso anno, oltre a chi pernotta in città, 2 milioni di visitatori in un mese, con un picco nei giorni dell’Immacolata. Questo a significare che la messa in rete di un territorio porta a risultati tangibili sia verso il turista che per tutta la Provincia”.

                                     

                     Giuseppina Serafino

mercoledì 9 novembre 2016

I tanti volti di Gerusalemme

Dopo tanti indugi, per gli inquietanti moniti relativi ad una meta da molti considerata bersaglio del
terrorismo, ecco il coronamento
del desiderio: un viaggio in Israele.
Il sogno si realizza proprio nel periodo pasquale per scoprire il fascino della Terra santa e le molteplici
suggestioni offerte dalla città simbolo delle tre principali religioni del mondo occidentale. Il Quartiere Cristiano si è sviluppato intorno alla Chiesa del
Sepolcro che contiene le
ultime cinque stazioni dellaVia Dolorosa. Particolarmente accattivante risultava la devozione delle migliaia di fedeli che si assiepavano intorno alla piccola area di marmo della sepoltura di Gesù, prostrandosi alla ricerca di un sia
pur breve contatto. Il Quartiere Musulmano di Gerusalemme è situato nella sezione nord orientale della Città Vecchia, dove si trova la Cupola della Roccia, a breve distanza si erge la Moschea di Al Aqsa, dalla cupola in argento che, con quella in oro della precedente, domina l'orizzonte creando un fascino che
rapisce magicamente lo sguardo avido di contrasti. Cosa che avviene straordinariamente nel suq, il mercato in stile ottomano, ricco di colori e di effluvi che scaturiscono dalla caotica merce che richiama alla mente i viaggi degli antichi galeoni e degli astuti mercanti. Per quasi 2000 anni, il quartiere ebraico e il Muro occidentale sono stati i simboli
del legame fra gli Ebrei e Gerusalemme; il "Cardo" della Città Vecchia è quanto rimane della strada centrale di epoca bizantina costruita ad Aelia Capitolina-il nome romano di Gerusalemme-quando la città fu nominata "polis" romana e
agli Ebrei fu vietato di vivervi. Un altro punto di riferimento visitato, aggirandosi fra la miriade di turisti alla ricerca del mitico souvenir in serie da esibire come originale trofeo, è stato il Museo della Storia della Città di Gerusalemme, che è ubicato nella bimillenaria Cittadella della Torre di David, all'ingresso della Porta di Giaffa. Esso offre uno spettacolo notturno, una produzione all'avanguardia, computerizzata,
multi-sensoriale, con 14 apparecchi che proiettano la storia della città nel cortile della Cittadella, fuori le mura della Città vecchia. Altra pietra miliare da
onorare è risultato Yad Vashem, il
memoriale per i 6 milioni di Ebrei sterminati nella Shoà della Seconda Guerra Mondiale. Un luogo denso di fascino è stato il Monte Scopulos e il cimitero ebraico, dove lo sguardo si perdeva disorientato dalle migliaia di tombe su cui è capitato di sentire sibilare il vento quasi fosse un demoniaco messaggio. Bellissima
la Basilica dell'Agonia (Chiesa di Tutte le Nazioni)
nell'Orto del Getsemani, una sorta di caldo abbraccio che rassicura e trasmette pace così come l'albero di ulivo piantato dal Papa Paolo VI. Non poteva
mancare una capatina (si fa per dire, visto che si trattava di andare in Palestina)
alla Basilica della Natività, che si erge sopra la grotta della nascita, per assaporare la magia che si avverte nei momenti di rapimento mistico dei tanti fedeli di differenti etnìe. Sono risultati molteplici gli stimoli ricevuti in questo breve viaggio, denso di suggestioni che si vorrebbero presto riassaporare in altri misteriosi luoghi della Terra d’Israele.
                                                                                                                                                     Giuseppina Serafino