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giovedì 31 marzo 2016

“Be Active Liguria”


E’ da poco stato varato “”Be Active Liguria”, frutto di un lavoro svolto con gli operatori liguri negli ultimi due anni. Si tratta di una vetrina di servizi, con itinerari di mountain bike e trekking. Ognuna delle 45 strutture ricettive con il marchio di qualità bike & hike, corrisponde ai requisiti fissati dalla Regione Liguria che stabilisce i criteri di certificazione delle strutture ricettive: 8 sono in provincia di Genova, 11nell’imperiese, 6 nello spezzino e 17 in provincia di Savona, di cui 9 a Finale Ligure, “Eldorado” della
mountain bike e del free climbing. Quest’ultima è sede di importanti gare sportive come la 24 h di Finale e la Super Enduro World Series, con la partecipazione di appassionati da tutto il mondo. La zona di Sanremo si sta qualificando come secondo polo e quella del 
Parco di Portofino sta facendosi avanti , proponendo escursioni guidate, mentre a Levanto si sta puntando sull’e-bike (bici elettriche con pedalata assistita). Il sito propone più di 200 itinerari con tracce GPX scaricabili su supporto GPS o su smartphone, con dati altimetrici, dislivello, tempo di percorrenza, intensità dello sforzorichiesto e stagionalità del tracciato. I percorsi possono essere scelti anche in base alle diverse classificazioni “natura”,“family”, “gourmet” e cultura”. Nella sezione dedicata ai camminatori sono stati evidenziati : l’Alta 
Via dei Monti Liguri e oggi anche il Sentiero Liguria. La prima si snoda 
in 44 tappe sul crinaleappenninico, con i suoi 400 km, da Sarzana a Ventimiglia. Il secondo è un itinerario, con 634 Km di rete sentieristica che collega Luni con Ventimiglia Grimaldi: oltre 600 km tra vigneti e boschi de leccio, lidi e scogliere, percorsi della devozione e antiche strade romane,
creuze e sentieri. E’ stato studiato per coloro che vogliono fondersi magicamente con l’intensità del blu marino in 34
 tappe. Da sette anni la Liguria è la regione che vanta il maggior numero di Bandiere Blu, sono state 23 quelle ottenute nel 2015. Esplorando i fondali del Mar Ligure si rimane affascinati dalla varietà del paesaggio subacqueo: un universo in cui si possono esplorare gli interni di un relitto o incontrare da vicino la variegata fauna e vegetazione di un mondo ricco di suggestioni e a “portata di mano”.
                                 Giuseppina Serafino

sabato 26 marzo 2016

Sui sentieri da Albenga ad Alassio

La giornata inizia in maniera uggiosa, con un’atmosfera plumbea che avvolge il paesaggio ligure della Riviera di Ponente. Non certo un bell’inizio di stagione per noi escursionisti desiderosi di evadere dall’inquinamento cittadino per fondersi con la purezza di ambienti, parzialmente contaminati. Si parte da Albenga, città balneare e centro di produzione ortofrutticola , allo sbocco della piana alluvionale del fiume Centa , a pochi metri di dislivello dalla distesa marina. Il centro storico, considerato uno dei più interessanti del circondario, conserva l’impianto urbanistico romano dell’antica “Albingaunum”, città dei “Liguri Inganni” e vanta pregevoli monumenti medioevali. Dopo circa duecento metri, si sale verso la zona archeologica e la Via Julia Augusta, imboccando l’itinerario diretto al Monte Bignone. Si fiancheggiano i ruderi di una
necropoli di origine romana, risalenti al I­-II secolo con una sensazione di spettrale immobilità; lo sguardo spazia sull’incantevole isola della Gallinara che sembra un piccolo gioiello incastonato nel mare. Qualcuno di noi, mentre affonda i bastoncini sulla distesa erbosa, cadenzando i passi come se fosse una macabra danza, confonde la sopracitata con l’Asinara. Di tanto in tanto capita di imbattersi in esplosioni di mimose che infrangono la monotonia cromatica che aleggia su mulattiere, contornate da muretti e canalizzazioni originali. Un gruppo di infaticabili camminatori opta per un percorso lungo costeggiando il Monte Bignone a quota 520 metri, superando il Monte Castellaro, per raggiungere Punta Vegliasco, chiamata (per la gioia degli Alcolisti Anonimi) Monte Pisciavino. Qualche attimo per godere della splendida vista panoramica, poi si dirige verso il Santuario della Madonna della Guardia, edificio iniziato nel secolo
XVII sulla vetta del Monte Tirasso, nell’area di un castello medioevale. Si prende poi la “strada pedonale Moglio- Alassio” per incontrare il secondo gruppo e ripartire. Quest’ultimo dimezza il percorso, giungendo a S. Croce, sede di una graziosa chiesetta romanica, risalente all’ XI-XII secolo ma più volte rimaneggiata, a picco sull’omonimo Capo S. Croce, con una vista magnifica sul golfo.
Scendendo ripidamente lungo il tracciato della via romana, il manipolo di sfaticati arriva ad Alassio dove si gode un pomeriggio all’insegna delle passeggiate turistiche. Una visita è d’obbligo al “Muretto” presso il
quale ci si sofferma ad osservare la miriade di piastrelle incastonate. Il cielo si è improvvisamente aperto, rischiarato da un tiepido sole che accende gli umori di coloro che si aggirano sulla spiaggia deserta
fra lo stridio di gabbiani che frugano fra le carte abbandonate, odorose di calda focaccia. L’aria fredda sferza il viso e pare voler avvolgere in uno strano e appagante abbraccio che fa straordinariamente amare il mare d’inverno. Cullandosi con contrastanti sensazioni nell’assonnato rientro verso il grigiore cittadino, ci si protende con il pensiero verso la successiva, intrigante escursione nei magici contesti ambientalistici liguri.

Giuseppina Serafino

mercoledì 23 marzo 2016

“Laboratorio” Orticola

Da 21 anni Orticola la mostra-mercato che si tiene in via Palestro a Milano, promuove con passione la cultura italiana del giardino. Sono circa 160 gli espositori ospiti di Orticola 2016, dal 6 all' 8 maggio, e due le giurie: quella Botanica che assegna un Premio Speciale con l’intento di aiutare intraprendenti vivaisti e scegliere le piante più particolari, e la Giuria di Stile, composta da amanti delle piante, appartenenti al mondo del giornalismo, dell’arte, della paesaggistica e del design. Fra le novità ci sarà, intorno alla fontana dei  Giardini Indro Montanelli,  un allestimento corale con i vasi fatti a mano dal 
Laboratorio San Rocco, il bosso di Minari Buhus, pianta storico nobile, le gallerie di bambù del bambuseto, le sculture di Nicola Zamboni e Allison Grace Martin. L’interesse di Orticola per l’arte prosegue ospitando l’artista Marco Nones, svizzero, amante dell’Italia e del Cavalese , dove vive ed espone alcune delle sue opere. Ricchissimo il calendario dei laboratori e degli incontri, uno in particolare dedicato alle orchidee spontanee d’Italia e alla loro riproduzione; si terrà la presentazione del libro “Orticola di Lombardia, 150 anni di Associazione, 20 anni di Mostra”.
 Ritorna Orticola al Museo, che, unendo storia, arte e botanica, coinvolge i principali musei cittadini, come ad esempio Gallerie d’Italia, con “I Giardini Lombardi nella storia”, Galleria d’Arte Moderna (GAM),  e Museo di Storia Naturale. La collaborazione “verde” con la cultura continua con “La primavera futurista a Palazzo Reale”, un giardino su progetto di Marco Bay con la realizzazione dei vivai Nespoli, dedicato alla mostra di UmbertoBoccioni, grazie a Hermès e in collaborazione con IO donna, settimanale del Corriere della Sera. Il Premio Lavinia Taverna, che Orticola di Lombardia ha organizzato con il Garden Club di MonzaBrianza, vuole premiare per l’impegno e la professionalità femminili, nel 2015 è stato conferito a Marianna Merisi per il suo lavoro con la cooperativa sociale Cascina Bollate, attiva all’interno del carcere. Ospiti di Fuori Orticola, l’Accademia di Scienze e Lettere con una serie di esposizioni dal titolo “ Arte nella scienza”, presenta la prima mostra “frutti da museo” della collezione  Garnier Valletti e Villa  Lonati con il progetto “comunemente Verde” del Settore ed agricoltura del Comune di Milano che darà la possibilità ai cittadini di poter visitare la nuova arte del Museo Botanico.                      Giuseppina Serafino                    



domenica 20 marzo 2016

Milano, allora, ieri e oggi

Milano com’era, come è stata fino a poco tempo fa e come è ora: un percorso lungo un secolo, restituito alla città in forma di racconto collettivo per immagini. Un contest per osservare i cambiamenti, dalla Darsena a corso Buenos Aires, nel nome del fotoamatore Pigi Rabolini e in ricordo del suo fantastico reportage realizzato negli anni Settanta. L’Associazione Chiamale Storie ha lanciato il concorso “3 scatti x 100 anni- Milano, allora ieri e oggi” all’interno del progetto memoMI, il sito web che racconta la memoria di Milano, in collaborazione con il Piccolo Teatro- Teatro d’Europa e l’Archivio fotografico Fratelli Alinari. L’iniziativa gode del patrocinio di Città metropolitana di Milano e Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano. Sono state più di 800 le immagini selezionate e 160 i partecipanti che hanno voluto raccontare i mutamenti del capoluogo lombardo; gli scatti vincenti sono stati messi in mostra al Piccolo Teatro Grassi fino al 25 marzo. La sopracitata associazione sostiene e sviluppa la cultura attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali, favorendo iniziative per il recupero della memoria storica . Essa ha un’attenzione particolare verso i
giovani, cui sono rivolte iniziative mirate, e alle persone svantaggiate, in ragione di condizione fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, incentivando l’aggregazione spontanea, la comunicazione e la libera espressione.MemoMi è un museo virtuale della storia del Novecento milanese che nasce da un lavoro di ricerca condotto con gli archivi pubblici e privati per raccogliere saperi e memorie che altrimenti sarebbero andati persi. Ricostruisce l’avventura della grande industria – Alfa Romeo, Breda , Innocenti, Pirelli- i bagni sotterranei di piazza 
Oberdan, i bagni Diana, la Casa del Sole, il Befotrofio. Il Rifugio 87- i momenti che ne hanno caratterizzato la storia antica e quella più recente-le Esposizioni del 1881 e del 1906, la nascita del Corriere della Sera. “Navigare sul portale di memoMi - ha affermato L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno,- è un modo affascinante per riscoprire la storia della nostra città e del nostro Paese, perché utilizza lo strumento più contemporaneo che c’è, il video, attingendo al patrimonio di ricordi, memorie e documenti che Milano stessa ha preservato dall’oblio, recuperandolo a nuova vita e a nuova funzione”.
                            Giuseppina Serafino




     

giovedì 17 marzo 2016

Vulcani

Tra le manifestazioni della natura, i vulcani sono una delle espressioni più stupefacenti che ha affascinato esploratori e scienziati di ogni epoca. Una
affascinante mostra , promossa dal Comune di Milano-Cultura, dal Museo di Storia Naturale di Milano con l’Associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni e Silvana Editoriale ne racconta i segreti. Si tratta della più ricca esposizione dedicata ai vulcani grazie all’impiego di tecnologie innovative. Il nostro Paese possiede della caratteristiche geologiche molto particolari da essere sede di alcuni fra i vulcani più famosi del mondo come Stromboli, il Vesuvio e l’Etna. Attraverso un articolato percorso il visitatore viene portato alla scoperta dei processi geodinamici che hanno determinato la nascita dei vulcani,
facendo comprendere come essi non siano distribuiti sulla Terra in maniera casuale. Mediante immagini fornite dalla Nasa, i vulcani della Terra vengono messi a confronto con i vulcani presenti nell’intero sistema solare, alcuni dei quali ancora attivi. Si tratta di immagini spettacolari, filmati, ricostruzioni computerizzate, ologrammi,mapping, realtà aumentata, diorami in grandezza naturale, insieme a una straordinaria collezione di campioni di rocce, minerali e meteoriti. Ci si sofferma sulle eruzioni più famose, illustrando i principali metodi utilizzati dai vulcanologi. I vulcani attualmente in attività sono 
quasi 500 nel 
mondo e sono milioni le persone che vivono alle loro pendici. Alla 
mostra è collegato il laboratorio didattico esperienziale MagmaLab- a cura di ADM- che insegna a riconoscere le principali categorie di rocce presenti sul nostro pianeta, con un approfondimento su quelle laviche.
L’assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha dichiarato: “Vulcani è un’occasione per evidenziare la specificità geologica del nostro paese, in uno spazio della nostra città di straordinaria bellezza: il Museo di Storia naturale, luogo dedicato ad approfondire temi di rilevanza scientifica grazie a progetti espositivi che coniugano rigore curatoriale e approccio divulgativo”.

                                       Giuseppina Serafino

martedì 15 marzo 2016

Quasi segreti

Presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano è stata inaugurata la mostra “Quasi segreti. Cassetti tra Arte e Design”. Una riflessione sul mondo contemporaneo di elementi funzionali, capaci di contenere, ordinare e nascondere ma, come ha affermato il curatore Beppe Finessi ”proprio per queste loro caratteristiche d’uso, capaci di suggerire visioni, evocare ricordi e suggestioni”. Giovani designer ma anche i grandi maestri della progettazione hanno riletto e interpretato questa presenza domestica così consolidata nella tradizione dell’abitare. L’esposizione comprende cassettiere dal classico sviluppo verticale, dove anche le maniglie possono diventare una parte significativa del progetto, 
come in Genesio di Alik Cavaliere; ci sono  artisti contemporanei che hanno giocato con la decorazione, come nelle creazioni di Alessandro Mendini; si trovano  cassetti  realizzati da Tejo Remy, affastellati casualmente uno sull’altro. Altre creazioni, alquanto sofististicate, sono quelle di Mario Botta ed Ettore  Sottsass e le straordinarie opere di Shiro Kuramata, ricercata voce del design giapponese del Novecento.                                   
“Quasi segreti “si sviluppa lungo l’intero percorso espositivo del Museo Poldi Pezzoli, dove le realizzazioni artistiche si inseriscono in modo armonioso accanto agli stipiti e cassoni già presenti, “piccole  wunderkammer- ha dichiarato Annalisa Zanni, direttore del museo- in materiali rari e preziosi, destinate ad accogliere, nei loro cassetti, molte volte introvabili, se non per chi li creava e chi li possedeva, oggetti “speciali”. Carlo Urbinati, presidente di Foscarini, azienda italiana che 
produce lampade dal design distintivo,  ha sottolineato : "Questa mostra fa parte della nostra attività con Inventario, la straordinario avventura editoriale che promuoviamo e sosteniamo, premiata nel 2014 con il Compasso d’oro ADI. Da sei anni è nata una preziosa collaborazione con il Museo Poldi Pezzoli che si è consolidata negli anni rivelandosi una sfida sempre nuova e appassionante”.
                          Giuseppina Serafino

domenica 13 marzo 2016

Salone del mobile. Milano

Stanno per accendersi i riflettori sulla 55° edizione del Salone del Mobile. Milano, vetrina dell’innovazione e luogo privilegiato di relazione e business. Dal 12 al 17 aprile sono attesi a Fiera Milano Rho più di 300.000
operatori da oltre 160 Paesi e un pubblico di oltre 30.000 persone nel week end. Un grande momento di business che da solo- lo scorso anno- ha generato un indotto di 221 milioni di euro. Con un’offerta di prodotti e servizi di altissima qualità il Salone del Mobile si riafferma come un appuntamento must del settore portando sulla scena internazionale le ultima novità in fatto di prodotti e soluzioni, riaffermando il ruolo di capitale del design del capoluogo lombardo. Anche quest’anno si registra il tutto esaurito con  207.000 mq di superficie espositiva netta e 2.310 espositori di cui 650 i designer del 
Salone Satellite-con un 30% di aziende estere-che racconta attraverso le tendenze progettuali avanzati i nuovi modi dell’abitare. Tema di questa edizione “Nuovi materiali, nuovo design/New materials, New Design”, prosegue, giunto alla sua 7° edizione, il concorso SaloneSatellite Award, per facilitare il contatto tra imprenditori e designer, tra creatività e produzione. Coniugare business e cultura è la filosofia del Salone del Mobile. Milano  che, nell’ambito della XXI Triennale International Exhibition, presenta “Stanze. Altre filosofie dell’abitare”, a cura di Beppe Finessi al Palazzo dell’Arte di Milano dal 2 aprile al 12 aprile 2016. Con la mostra-evento “Before Design: Classic”, riflessione sull’anima
classica dell’abitare contemporaneo e il cortometraggio, realizzato dal pluripremiato regista Matteo Garrone, si narra del gusto classico made in Italy e della sua attualità in un percorso visivo e sensoriale. Evento in città collegato direttamente con il Salone del Mobile. Milano sarà “Wspace&interiors”-organizzato dalla biennale internazionale di architettura ed edilizia MADE expo-al The Mall Porta Nuova-Brera design District. Il Salone del Mobile.
 Milano Award, presieduto da una giuria prestigiosa, assegnerà premi a specifiche categorie: miglior designer, miglior young designer, miglior prodotto settore cucine , mobile, bagno, migliore allestimento, mobile classico. “La 55° edizione del Salone del Mobile arriva in un anno speciale per la nostra città- Pochi giorni prima- afferma il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia- si aprirà infatti l’Esposizione Internazionale della Triennale di Milano “Design after Design”, che torna dopo vent’anni e che porterà la nostra città ancora una volta al centro dell’attenzione internazionale, rendendo la settimana dal 12 al 17 aprile una grande festa per tutti.”

                                                Giuseppina Serafino