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domenica 29 novembre 2015

Re Panettone 2015

Un evento molto partecipato anche quest’anno  “Re Panettone”, presso la Fabbrica del Vapore di Milano, in via Procaccini, ideato da Stanislao Porzio. Si avverte forte il desiderio di assaporare la dolcezza del Natale con il tipico dolce meneghino, che è stato fatto proprio da 40 artigiani pasticcieri di varie regioni italiani con ricette a volte molto curiose come: il panettone alla lavanda, al carbone vegetale, al formaggio e pere. Due i concorsi organizzati per la rassegna: il Premio Pan Giuso riservato al miglior panettone e miglior lievitato, che per la seconda volta è andato al campano Sal De Riso, di Minori, in provincia di Salerno; la seconda menzione è quella “I Custodi del Panettone”, assegnato alle confezioni più ecosostenibili, funzionali e creative. Il pubblico ha potuto partecipare a una serie di incontri culturali quali: “L’avventura del panettone lombardo”, “Il punto di vista orientale sul panettone”incentrato sulla storia di DONQ, un’azienda nipponica che produce pane e panettone.E’ stato presentato un  incontro

denominato “Il panettone in casa?Si può fare”con indicazioni sulla preparazione domestica del  rinomato Pan del Toni. Non è mancato uno spazio letterario con “Poesia: panettone del corpo e dell’anima” con Tomaso Kemeny e Amos Mattio.”Re Panettone è ormai un appuntamento irrinunciabile per la città- ha affermato l’Assessore al Commercio, Attività produttive,Turismo, Marketing territoriale, Franco D’Alfonso- Una festa per il gusto, l’olfatto e la vista che celebra il fiore all’occhiello della nostra tradizione gastronomica, capace di conquistare i palati di tutta Italia e farsi conoscere e apprezzare anche all’estero”.
                       Giuseppina Serafino                                                   

 
                           

venerdì 27 novembre 2015

I territori nel bicchiere

Molteplici gli eventi che si susseguono  per celebrare le produzioni vitivinicole e le zone di appartenenza, con degustazioni che entusiasmano il pubblico di enoappassionati. Presso l’hotel The Westin Palace di Milano si è tenuta la manifestazione  “Durello and friends”  dedicato alle bollicine autoctone,  nate sulle colline di Verona e Vicenza, in abbinamento ai sapori della Lessinia e ai piatti della tradizione berico-scaligera. Si cercano nuove espressioni territoriali e si rincorrono vitigni vocati alla spumantizzazione, il Consorzio di Tutela Lessini Durello intende rendere omaggio ad un prodotto che, dati alla mano, in questo ultimo semestre ha registrato un vero e proprio boom nei consumi. In base agli ultimi dati IRI  gli spumanti “alternativi, classificati come “altri”, tra i quali rientra anche il Durello, registrano una crescita nei consumi del +5% a fronte di un +3% 
degli spumanti classificati come “tradizionali”. Sono 428 i viticoltori che coltivano quest’uva autoctona e 22 le aziende che producono questo vino della tradizione antica. Nell’ ambito della cerimonia sopracitata è stato attribuito il premio “Giornalista Durello 2015” suddiviso in tre sezioni: la sezione stampa è andato ad Alessandra Piubello, giornalista di Spirito Divino Italia, il premio “Ambasciatore Durello 2015” è stato attribuito a Giorgio Rinaldi, AIS Lombardia, mentre il premio “Ristoratore Durello 2015” è stato insignito al ristorante a 'Riccione" di Milano. Nella medesima giornata, presso l’ Excelsior Hotel  Gallia si è tenuta invece la manifestazione 
“L’Alto Adige nel bicchiere” a cura dell’Associazione Vignaioli dell’Alto Adige per diffondere la conoscenza del ricco patrimonio enologico altoatesino. Erano presenti 29 vignaioli con un’ineguagliabile ricchezza nella varietà e  tipicità: dal Santa Maddalena al Muller Thurgau, dal Blauburgunder (pinot nero) al Weissburgunder (pinot bianco), dal Lagrein al Gewurztraminer. Ad accompagnare la degustazione dei vini vi è stata una selezione di prodotti tipici altoatesini, fornita da "Delicatessen”, un angolo di Alto Adige a Milano. Fondata nel 1999 da un gruppo di piccoli, ma agguerriti  produttori altoatesini ( 12 i primi soci fondatori), la Frie Weinbauern Sudtirol comprende oggi 93 masi viticoltori con estensioni molto diverse, da poco meno di un ettaro sino a 50 ettari in tutte le zone vitivinicole del Sud Tirolo: dalla settentrionale Valle Isarco fino alla Bassa Atesina, passando per la zona di Bolzano, Merano, la Val Venosta e l’Oltradige.

Occasioni veramente pregevoli per celebrare la ricchezza di territori straordinariamente di...vini
          Giuseppina Serafino
                                                   

martedì 24 novembre 2015

Far scuola alle Cinque Terre

Inizio di stagione autunnale con scampoli estivi  che scaldano gli umori di un centinaio di docenti delle scuole milanesi guidati dall’associazione Panda Trek alla scoperta delle Cinque Terre. L’intento è quello di diffondere la cultura del viaggio nelle nuove generazioni in tutte le sue accezioni, privilegiando l’escursionismo. Si  arriva a Levanto indugiando con lo sguardo sul territorio circostante per carpire quei misteriosi effluvi  che secondo la comune vulgata rendono unico l’angolo di Paradiso che si schiude dinanzi. Terrazzamenti e vegetazione rigogliosa fanno da cornice a colorati agglomerati  di casupole che si ergono su speroni di roccia a picco sul mare, magicamente sospesi  come a voler scrutare le onde marine, alla ricerca di echi leggendari che restituiscano quel sapore di vita semplice che li ha generati. Vernazza, fra i primi cento borghi più belli d’Italia, risulta caoticamente assediata da turisti di ogni sorta, il cui motore vitale sembra quello dell’andirivieni compulsivo fra scatti fotografici e approvvigionamento di vettovaglie nei negozietti che sprigionano profumi di ogni sorta. La piazzetta è come un salotto con tavolini e ombrelloni di ristoranti e trattorie che si contendono il primato della tipicità ligure fra salsa di pesto e fritto di pesce, dinanzi alla chiesa di S.Margherita d’Antiochia e a minuscole barchette. Stupiscono le decine di artisti che stazionano sul molo per ritrarre il paesaggio su tele appoggiate a cavalletti, quasi fosse un contest in cui  freneticamente cimentarsi prima di una catastrofica scomparsa.  Il pensiero corre alla drammatica alluvione 
del 25 ottobre 2011, ricordata da pannelli posti sotto la stazione  ferroviaria  ma soprattutto evocata dagli intonaci consunti dei policromi edifici costellati di finestrelle socchiuse come occhi stanchi e rassegnati. I panni stesi sventolano  forse come vessilli protesi a manifestare una ritrovata serenità fra il sole caldo che crea riflessi argentei sulla distesa marina e il cielo straordinariamente azzurro, foriero di un condiviso messaggio beneaugurale. I “prof “si aggirano disorientati alla ricerca di elementi consoni alla loro quotidiana visione del reale, perdendosi fra souvenir e prelibatezze da elargire come conquistati trofei. Si sorride dinanzi agli stereotipi, involontariamente prodotti,  di comportamenti solitamente consoni ai loro discenti: scarsa capacità di ascolto, caoticità, refrattarietà al perpetrato  sforzo, tendenza a smarrirsi fra la folla. In treno si raggiunge Manarola , avvertendo fra la miriade di visitatori, la sensazione del succo di Bacco nel periodo della vendemmia, ovvero: l’imbottigliamento claustrofobico. Nonostante tutto è delizioso osservare le barche  poste sulla via principale come a testimonianza  di un glorioso passato marinaresco della pittoresca località. Tutte le abitazioni hanno due entrate: una sulla facciata a livello del vicolo, l’altra sul retro all’altezza della strada superiore, struttura che, nel 1500 garantiva una via di fuga in caso di attacco da parte dei saraceni. E’delizioso aggirarsi fra i vicoletti di questi borghi, inerpicandosi su tortuose scalinatelle su cui si affacciano usci consunti o inferriate che paiono nascondere misteriosi segreti. Forse sarà questo il messaggio che i docenti, di ritorno dalle Cinque Terre, recheranno nei loro cuori : il gusto di perdersi nei meandri di una  ritrovata interiore pace interiore, fra l’odore salmastro del mare e l’asperità di rocce addolcite dal caldo abbraccio di una rigogliosa macchia mediterranea che accarezzano lo sguardo e che invitano fiduciosamente ad amarli.                                     

     
    Giuseppina Serafino          
     



domenica 22 novembre 2015

“I grandi fotografi e l’Italia”


Al Palazzo della Ragione è stata inaugurata la mostra “Henry Cartier Bresson  e gli altri”, promossa dal Comune di Milano Cultura, con Civita, Contrasto , GAmm Giunti, e curata da Giovanna Calvenzi, chiude il percorso dedicato all’Italia nell’anno di Expo2015. Dopo le suggestioni di un Paese ritratto da fotografi italiani, si è giunti ora alla seconda parte di un articolato progetto che contempla la visione del Bel Paese da parte di maestri della fotografia di fama internazionale: da List a Salagado, da Newton a Mc Curry. Oltre ai 35 artisti presenti, il  fulcro dell’esposizione è caratterizzato da un itinerario di 20 fotografie di Henry Cartier Bresson, dagli anni ’30 in poi.  Affascinante il reportage di Robert Capa al seguito delle truppe durante la campagna d’Italia del 1943, l’elegante rilettura del mondo della fede da parte di David Seymour e il fascino esercitato da un’Italia minore su Cuchi White, ancora studentessa di fotografia. La visione umanista si imbatte nelle suggestioni classiche  di Herbert List o nella destabilizzazione della visione di William Klein e nel suo provocatorio racconto di una Roma del 1956.

Lo sguardo si perde sui
sublimi
chiaroscuri di Sebastiao Salgado che ha ritratto magistralmente l’epopea dei pescatori delle tonnare in  Sicilia. Un’ intensa nota poetica contraddistingue il viaggio di Claude Nori che ripercorre le tracce dei ricordi sul litorale adriatico alla ricerca di radici familiari ma anche l’insolita immagine di Helmut Newton che  in “72 ore a Roma”ricrea una passeggiata notturna nel centro monumentale della città. Ci sono poi le molteplici sperimentazioni di differenti linguaggi come quella di Abelardo Morell, che utilizzando le tecniche del foro stenopeico, crea visioni nelle quali interni ed esterni si sommano, Gregory Crewdson riscopre la fotografia in bianco e nero per restituire il sapore di Cinecittà, Irene Kung, tramite un’atmosfera onirica, ritrae invece il passato e il presente di una Milano accattivante. Un quarto itinerario è quello del “linguaggio documentario” di Paul Strand che con Cesare Zavattini ha celebrato la civiltà contadina di Luzzara, un piccolo centro dell’emiliano. A cinquant’anni di distanza Thomas Struth ritrae il centro storico di Milano e Joan Fontcuberta  esalta le curiosità dei

gabinetti scientifici di Bologna e Reggio Emilia. Vi sono poi autori che rileggono gli aspetti positivi del nostro Paese come Joel Meverowitz che esalta le luci magiche della Toscana con il contributo di Maggie Barret, e Steve Mc Curry a Venezia, affascinato dall’alchimia estetica  fra persone e ambiente, Martier Parr indugia su turisti che si autoritraggono sulla costiera amalfitana. Il gran tour è  idealmente chiuso dalla narrazione autobiografica di Nobuyoshi Araki, anche lui ammaliato dal fascino di Venezia con le maschere di Carnevale. Sophie Zenon, ripercorre la storia della sua famiglia costretta ad emigrare e i luoghi di provenienza, ed infine ElinaBrotherus, 
con i suoi autoritratti nel paesaggio, richiama il bellissimo autoritratto  di Henry Cartier Bresson che aveva dato il via a questo intenso viaggio, ricordandoci  che:”La fotografia è una mannaia che nell’eternità coglie l’attimo che l’ha abbagliata”.
                 Giuseppina Serafino
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giovedì 19 novembre 2015

Mozambico. Meraviglioso altrove

Un paradiso naturale con una costa che si estende per oltre 2.000 metri lambita dalle acque turchesi dell’Oceano Indiano, in cui è possibile riassaporare l’anima autentica di una terra africana primigenia. Nella parte nord orientale del Mozambico si trova la località di Pemba, uno dei tratti più suggestivi di costa, contraddistinta da acque cristalline con dune di sabbia finissima, vegetazione  tropicale e barriere coralline. Presso la baia omonima  e l’arcipelago delle Quirimbas, con le sue trenta isole, si può assistere alla migrazione delle balene, digonghi e delfini. Nella parte settentrionale si incontrano canali di mangrovie, navigabili tramite escursioni  in dhow. Mentre nel centro del 
Paese si  trovano coltivazioni di tè, ed estese foreste ideali per gli amanti del birdwatching ed il Parco Nazionale del Gorongosa, dove si può avventurarsi per un  safari alla scoperta di leoni, leopardi ed elefanti. La capitale Maputo sorge nel sud del Paese, oltre ad essere la città più sviluppata del Mozambico, è una delle più attraenti capitali africani, con i suoi viali adornati dalle variopinte piante di jacaranda e flamboyant. In questo straordinario contesto ambientalistico denso di suggestioni molteplici, Eden Viaggi, secondo Gruppo Turistico nazionale, aprirà il Diamond Mequfi Beach*****, il nuovissimo Resort della rinomata catena Planhotel, una struttura a marchio Premium che 
garantisce un servizio di altissima gamma Eden. A contraddistinguerlo un design moderno e dettagli in stile africano che caratterizzano i 50
bungalow, studiati per una clientela che predilige eleganza e privacy. Il menzionato tour operator è l’unico sul mercato italiano ad arrivare in Mozambico con un volo charter diretto. Un’idea per vivere una vacanza da sogno in una raffinata location alla scoperta di spazi incontaminati che connotano un Paese capace di sedurre per la varietà dei suoi meravigliosi paesaggi.          Giuseppina Serafino

martedì 17 novembre 2015

Fiabesco Alto Adige/Sudtirol



L’Alto Adige è uno dei pochi posti al mondo in cui le tecnologie alpine hanno la possibilità di crescere e consolidarsi poichè il 60% del territorio si trova al di sopra dei 1600 metri d’altitudine. La capacità di trovare soluzioni ad un adeguamento estremo in zone impervie si può ritrovare nell’architettura contadina, adeguatasi nei secoli al clima spesso rigido e al paesaggio da esso influenzato. I pionieri degli impianti a fune hanno portato in colle i primi ospiti agli inizi del Novecento, la prima funivia risale al 1908 e collegava Bolzano al Colle.“Nostro padre Gianni , faceva il militare a Merano, durante una licenza arrivò in Val Gardena e se ne innamorò”, inizia così la storia della famiglia Marzola e del suo forte legame con la montagna. Il 17 febbraio 1955 viene da loro aperto il Rifugio Comici sopra Plan de Gralba, oggi uno dei “must” per chi ama il connubio “sci e alta gastronomia”. Per raggiungerlo, all’inizio, i primi impianti erano gli skilift, poi si aggiunse la funivia e man mano sono subentrate le seggiovie. Al Piz Sella si continua ad investire con la seggiovia Comici II, che dal Rifugio conduce a monte della funivia. All’inizio degli anni ’80 dalla città di Bressanone arrivò a Gianni Marzola la richiesta di rilevare gli impianti della Plose che rischiavano di chiudere. Una nuova sfida che                                                
l’imprenditore di origini milanesi, ma ormai altoatesino, colse subito, cominciando a modernizzare le infrastrutture ormai obsolete e così per l’inverno 2016/2017 è prevista la sostituzione delle seggiovie Pfannspitze con una cabinovia. Ma il nome di Marzola è inscindibilmente legato a una delle idee più innovative dell’ultimo secolo: il Dolomiti Superki. Nel 1974 egli ha fondato il consorzio che comprendeva allora sei comprensori sciistici e che è il più grande carosello sciistico al mondo con ben 12 zone sciistiche tra Alto Adige/Sudtirol, Trentino Veneto, e 1.200 Km di piste. Oggi il patron del Piz sella è Igor Marzola ma la sua passione è Il Comici con la stube “Mucca blu” e l’avveniristico reparto “bagni” mentre suo fratello Alessandro gestisce la Plose, una montagna adatta a non sciatori con il percorso Woody Walk e la pista da slittino Rudy Run. Chi scia invece ha a disposizione la famosa “Trametsch”, la pista più lunga dell’Alto Adige, oltre a tutto il comprensorio con 40 Km di piste. All’arrivo della cabinovia ad accogliere il visitatore c’è il grande terrazzo panoramico Valcroce, e il ristorante con vista incantevole su Bressanone. “Un posto che mio padre avrebbe sempre voluto”, luoghi incantevoli da scoprire per immergersi in scenari “semplicemente”fiabeschi.
                         Giuseppina Serafino



domenica 15 novembre 2015

Enozioni a Milano

Emozioni ma anche informazioni di enologia nel 49°congresso dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier), tenutosi nella prestigiosa location della Diamond Tower di Milano. Il convegno “Il gusto del vino: quando la sensorialità ha un ruolo sociologico” ha illustrato ai partecipanti quanto l’AIS sia attenta alla ricerca e allo sviluppo del linguaggio e della comunicazione nonché all’impatto sociale del vino”. Le giornate del congresso sono state animate da 15 seminari, un banco di degustazione con oltre 300 aziende e il banco delle eccellenze della guida Vitae. Il volume, giunto alla seconda edizione, racchiude tutta la competenza, la conoscenza del territorio e la passione sviluppate in cinquant’anni di attività rivolta alla divulgazione della cultura del vino. Sono stati 900 gli 
esperti degustatori mobilitati, suddivisi in 22 commissioni regionali, per un’analisi capillare su 30.000 etichette, di 4.000 aziende E’ stato scelto il tema dell’arte rappresentata dalla collezione di un unico artista, con ventitré dipinti a olio su tela: paesaggi, scorci, dettagli, un viaggio attraverso la Penisola con un suggestivo bagaglio di colori. Il taglio editoriale della Guida è contraddistinto da un  linguaggio chiaro, incisivo, fruibile, in oltre 2.000 pagine emergono i profili delle grandi case vitivinicole accanto a micro realtà testimonianza di una complessità inestimabile. Protagonisti sono i vignaioli, il territorio e l’ambiente con le comunità che si stringono attorno, caratterizzate da specificità spesso secolari. La Guida premia con il Tastevin i vini che si pongono quali modelli di riferimento indiscusso valore nella rispettiva zona o che hanno risvegliato dall’oblìo vitigni dimenticati, le “avanguardie di vigna” quest’anno sono state 22. Un premio dedicato a chi ha saputo custodire e rilanciare la sempre più prolifica Italia del vino. Insignito come miglior sommelier dell’anno "Premio Franciacorta", AndreaGalanti di Firenze, affiancato da un altro toscano come secondo, Massimo Tortora, Enoteca" La Cantina di Massimo", a Livorno; terzo classificato Maurizio Dante Filippi,  Ristorante "Sala della Comitissa "Baschi (Tr).Maurizio Zanella, Presidente di Franciacorta ha affermato:”Il sommelier è un professionista capace di riconoscere il valore di ciò che degusta e di trasmetterlo in modo coinvolgente al consumatore che sia un appassionato o un semplice curioso. Con il Premio Miglior Sommelier d’Italia desideriamo investire nella formazione dei giovani".
A suggello dell’evento si può, a buon diritto, fare propria la citazione di Salvator Dalì: ”I veri intenditori non bevono vino. Degustano segreti”
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                       Giuseppina Serafino