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venerdì 30 ottobre 2015

MeranoWine Festival

Sta per  aprire i battenti quello che è stato definito la Cannes dell’enogastronomia internazionale: il Merano Wine Festival, dal 5 al 10 novembre. La kermesse,  oltre a un semplice evento fieristico, in cui poter degustare il meglio della produzione vitivinicola e gastronomica,  si connota per il suo carattere di esclusività, eleganza,  si tiene  infatti nelle sale del prestigioso Kurhaus, e selezione, poiché i produttori accedono per invito delle Commissioni d’assaggio. Alla regia, come sempre The
WineHunter, il Presidente e fondatore Helmuth Kocher. In apertura un interessante Forum in cui si discuterà di come affrontare il rischio che scompaia la maggior parte delle aree vitivinicole storiche: a causa dell’aumento delle temperature, entro il 2050 scomparirà dal 25 % al 73% di esse, aumenteranno  gli interventi in cantina e la gradazione alcolica dei vini. Il 6 novembre si conferma
giornata a vocazione green con bio&dynamica l’evento rivolto ai migliori vini biologici, biodinamici e naturali prodotti in Italia. A questo appuntamento giunto alla decima edizione viene affiancato Cult Oenologist: una retrospettiva sui 10 migliori enologi italiani che presenteranno le 10 etichette che meglio rappresentano la loro filosofia produttiva. Il clou della manifestazione sarà la Selezione Ufficiale MeranoWine Festival 2015 con circa 500 produttori di eccellenze vitivinicole e gastronomiche, dal Brunello di Montalcino al tartufo di Alba, fino a bottiglie risalenti ai primi del 1900. Nella sezione Extremis  ci saranno cantine che praticano viticultura estrema, in quella 
Dulcis in Fundo, invece, verranno premiati con il Merano Wine Award i migliori vini dolci. Non mancheranno le new entries, che entrano a far parte per la prima volta della Selezione Ufficiale. Non solo eccellenze italiane ma  nel Wine International anche la presenza di una cantina Giapponese, quattro della Georgia, la culla del vino, una presentazione della collezione Massandra e un focus sulle etichette austriache, con ben 11 cantine. Il punteggio del MeranoWine Award è passato da 86 a 88 punti ed è stato introdotto il bollino di platino perché la qualità e l’eccellenza top è sempre in aumento. Dalla collaborazione con Club Excellent nasce Catwalk Champagne, con i riflettori puntati sulle migliori bollicine francesi. Ricco l’appuntamento  di eventi collaterali come la degustazione alla cieca con le Donne del Vino dell’Alto Adige nelCastello Principesco di Merano, la presentazione della Guida ViniBuonid’Italia 2016, il Sens Event Party alla cantina Terlano e la The Party, la festa ufficiale con  l’esposizione di dipinti “The colors of wine”, in anteprima nazionale.
Il MWF è un festival votato all’eccellenza che si pone la sfida di guardare al futuro e all’innovazione, con due eventi charity-le degustazioni guidate e la vendita di bottiglie all’asta- a favore del Gruppo Missionario di Merano e Unicef. Uno spirito veramente di…vino

                    Giuseppina Serafino

martedì 27 ottobre 2015

Bologna a regola d’arte

Il capoluogo emiliano, da ora fino a marzo, ospita un fitto calendario di eventi che spaziano dalla fotografia , al teatro, alla musica e, ovviamente, alla gastronomia. Cinque straordinarie mostre animeranno Bologna, a cominciare dall’attesissima “Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga”, inaugurata a Palazzo Albergati, che offre un interessante sguardo sui 150 anni di storia pittorica e familiare delle Fiandre del XVI e XVII secolo. Al Museo Civico Archeologico si potrà invece visitare la mostra “Egitto. Splendore millenario. Capolavori da Leiden a Bologna", che vede la collezione egiziana del Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda e quella di  Bologna unirsi, 
integrandosi in un suggestivo percorso espositivo di circa 1.700 metri quadrati. Ai 500 reperti provenienti dall’Olanda si aggiungeranno anche importanti prestiti del Museo Egizio di Torino e di quello di Firenze, per uno sguardo ad ampio spettro sulla Storia dell’Antico Egitto. Bologna Welcome propone uno speciale pacchetto comprensivo di pernottamento in hotel, con prima colazione a buffet, biglietto per la mostra, light lunch presso locale tipico e visita del centro storico, oltre ad ulteriori offerte e promozioni per gli utenti del sito bookingbolognawelcome.com
Altra protagonista della kermesse culturale è la fotografia con la biennale Foto/Industria 2015, quattordici esposizioni organizzate in 12 luoghi simbolo in città come il MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) e il centro storico. Suddivisa in diverse sezioni (Post-Produzione, Produzione, Produttori, Pausa e Prodotti); la biennale offre ai visitatori l’opportunità di ammirare gli scatti di alcuni dei più apprezzati fotografi internazionali come David LaChapelle, Gianni Berengo Gardin e Hon Hao.Nel mese di Dicembre sarà la volta di Officina Pier Paolo Pasolini al MAMbo,
un omaggio all'eclettico regista e scrittore nel 40° della sua morte. A Palazzo Fava, invece, è possibile visitare "Tullio Pericoli.  Sulla Terra 1995-2015", un'esposizione con 160 opere dell'artista, sul tema del paesaggio.Un modo per riscoprire il fascino di una città ricca di cultura e di suggestioni  molteplici, da "gustare".
      Giuseppina Serafino

domenica 25 ottobre 2015

Host2015 dei record

La manifestazione leader mondiale per l’ospitalità professionale, HostMilano ha occupato per ben cinque giorni l’intero piano terra del quartiere fieristico di Rho con 14 padiglioni (due in più rispetto all’edizione 2013). Macchine super sofisticate, format innovativi, design d’avanguardia e momenti lifestyle, insieme ad una food and coffee experience senza confronti . L’atmosfera di grande internazionalità è stata messa in evidenza  dal convegno inaugurale, dedicato a “Tutela della proprietà industriale, internazionalizzazione delle imprese e crescita economica”. Le aziende registrate  hanno sfiorato quota 2.000 con un + 17%, rispetto all’anno precedente mentre gli espositori internazionali sono risultati il 37% da 47 Paesi , con un aumento del 26 % ; 1.500 i top buyer profilati da tutto il mondo. Diverse novità hanno reso ancora più efficace
l’integrazione tra filiere affini del concept in 3 macro-aree: Ristorazione Professionale-Pane-Pasta-Pizza  ha presentato focus in forte crescita come Laundry e Refrigerazione; sempre in sinergia con Caffè-tea-Gelato-Pasticceria., l’area Bar e Macchine per Caffè ha aggregato anche il Vending; ampliata e rinnovata la terza macro-area riservata ad Arredo e Tavola.Molto denso anche il programma di eventi, con 400 appuntamenti tra workshop, seminari, degustazioni, show-cooking, mostre e competizioni. Di particolare rilievo i due prestigiosi award istituiti da HostMilano e FieraMilano in collaborazione con POLI.design e con il patrocinio di ADI-Associazione per il Disegno Industriale: Hosthininking, dedicato ai format innovativi per l’ospitalità di domani e Smart Label, riconoscimento per i prodotti e servizi più sostenibili.
“La forza di Host, che è innanzitutto la forza del made in Italy in un’area industriale altamente specializzata, nasce dalla molteplicità dei comparti che coinvolge e dall’ampiezza e autorevolezza con cui li presenta- ha ribadito Roberto Rettani, Presidente di FieraMilano-.L’Italia è leader mondiale nel food equipment così come nell’agroalimentare. Host è un'opportunità senza confronti per sostenere la spinta all’internazionalizzazione delle imprese, che scelgono Fiera Milano per affacciarsi al mercato globale”.
            Giuseppina Serafino
                                                                                                                            


giovedì 22 ottobre 2015

“In cerca del vino di Re David”

Presso il Teatro Franco Parenti di Milano si è tenuto un evento di interessanti scoperte bibliche, in collaborazione con l’Ufficio del Turismo israeliano: ”In cerca del vino del Re Davide”. Karine Bolton, responsabile dei Progetti internazionali KKL (Keren Kayemeth LeIsrael), ha introdotto il Presidente KKL di Milano, Sergio Castelbolognesi, che ha  parlato delle attività del sopracitato ente, soffermandosi sul sostegno alla ricerca all’aiuto ai Paesi in via di sviluppo per risolvere i loro problemi nutrizionali. Avital Kotzer, Direttore Generale dell’Ufficio del Turismo, ha ringraziato il KKL per questa collaborazione e ha raccontato la sua storia e il suo amore per la natura; ha descritto Israele come una Terra magica, dove si compiono imprese impensabili come  quella di produrre vino in pieno deserto. Ciò che non tutti sanno è che molti vini prodotti, ogni anno, ricevono premi internazionali e che anche il cibo ha un sapore speciale, grazie alla mescolanza delle etnie e ai diversi paesi di provenienza della popolazione israeliana.
Ha fatto seguito l’intervento del Professor Elyashiv Drori dellUniversità Ariel che ha effettuato delle ricerche importanti sui vigneti israeliani. Risulta che già dai tempi di Re Davide, circa 3.000 anni fa il vino era molto diffuso e apprezzato;  nel VII secolo, i mamelucchi invasero Israele, ne proibirono la produzione e distrussero i vigneti poiché per la religione musulmana è vietato il consumo di alcolici. Da allora, in Israele non fu più prodotto vino sino a quando il barone Rotschild, nel 1870, ne ripristinò l’industria importando nuove e diverse qualità, soprattutto dalla Francia, come il Cabernet Souvignon e il Merlot. Elyashiv Drori ha voluto  riportare l’antico vino originario perché finalmente Israele ritrovasse il suo prodotto locale, mentre  fino a quel momento veniva prodotto vino di origine straniera; ha compiuto una ricerca sulla localizzazione delle antiche popolazioni che producevano il vino ed ha cercato le varie specie, sparse per la maggior parte, in aree  non coltivate. Il passo successivo della sua ricerca ha portato all’identificazione delle varietà di uva adatte qualitativamente alla produzione del vino biblico, il vero vino originario di Israele. Il professor Ehud Weiss dellaBar Ilan 
University, ha spiegato come ha individuato il DNA dagli antichi semi ritrovati ancora nelle giare, e come si preserva il materiale archeobotanico; il DNA scoperto era danneggiato ed è stato ricostruito grazie ad apparecchi scanner 3d utilizzati anche per riconoscere le qualità dell’uva selvatica. Nel 200 a.c., in Babilonia erano presenti due qualità di vino chiamate Gordali e Hardali molto simili a quelle trovate e ottenute oggi: Jamdali e Hamdani 
I professori che collaborano a questa ricerca hanno espresso la loro gratitudine al KKL per aver sostenuto questo progetto e sono orgogliosi di rafforzare l’identità biblica del vino ottenuto attraverso la documentazione storica e reperti archeologici da loro recuperati. A suggellare l’incontro è stato Idor Levinson, proprietario dell’azienda Recanati che ha iniziato a produrre vino dai vigneti nei pressi di Hebron,  e che realizza le qualità Marawi e Hamdani, fatte degustare ai convenuti.
La lettura del Cantico dei Cantici, a cura degli attori  Rosario Lisma e Anna Della Rosa, ha deliziato  con un viaggio nella più alta forma di poesia intimista. Andrèe Ruth Shammah, “padrona di casa”, ha ringraziato il KKL per aver sostenuto un progetto così speciale, tanto che ha voluto mettere a disposizione la location quale suo contributo: "‘""22""Vorrei promuovere questo vino nel mio teatro è una piccola cosa che possiamo fare stando lontano da Israele, in difesa di un patrimonio prezioso che è di tutti, così come quando è stata donata la Torah nel deserto, l’abbiamo conservata e difesa." 

   Giuseppina Serafino


                                

martedì 20 ottobre 2015

Infinito Pinocchio






Suggestivo l’allestimento della bella mostra “InfinitoPinocchio”che a Milano, presso la Biblioteca Sormani, chiude gli eventi culturali  Expo 2015. All’ingresso la sagoma di una balena nella quale si entra per catapultarsi in una dimensione fiabesca che fa riassaporare il gusto della estraniazione fantastica della nostra infanzia. Nel legno l’anima viva del burattino senza fili che da più di 130 anni continua ad affascinare lettori di ogni età come testimoniavano i tanti visitatori presenti all’inaugurazione dell’esposizione, curata da Matteo Lutariani e Luigi Sansoni. È proprio da un semplice pezzo di una catasta destinata al camino che prende vita la vicenda di Pinocchio ambientata a fine Ottocento. Un allestimento scenografico, realizzato da Mobilitaly, un consorzio di 40 aziende che rappresentano l’eccellenza nella lavorazione del legno, ricostruisce alcuni ambienti del romanzo di Carlo Collodi. L’intento è quello di far emergere il legame profondo tra la materia viva di 
cui è fatto il protagonista e le fasi della sua crescita interiore maturate attraverso le relazioni con gli attori della società del tempo. Il percorso si snoda fra edizioni storiche, bozzetti, opere di artisti contemporanei e oggetti d’epoca che attestano la grande magia del celebre burattino.Tra le rarità figurano il “Giornale dei bambini” del 1881 con la prima puntata del “La storia di un bambino “ e numerose versioni successive illustrate da artisti famosi come Mussino, Accornero, Cavalieri, Chiostri, Faorzi, Franceschini, Jacovitti, Mosca, Topor, Mussino, provenienti dalle raccolte della Biblioteca e da prestigiose collezioni private. Oltre ad alcuni dipinti e tavole originali di apprezzati artisti, arricchiscono la rassegna le marionette 

del Teatro Mangia fuoco della Compagnia Marionettistica Carlo Colla& figli. Curiosa la traduzione integrale e letterale de “Le Avventure di Pinocchio” in dialetto milanese, a cura di Alfredo Ferri e approvata dal Circolo Filologico Milanese, a pubblicarla è LuniEditrice, ideatrice  del catalogo e della mostra. Quest’ultima, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, gode del patrocinio della Commissione nazionale Italiana per l’Unesco.

      Giuseppina Serafino

domenica 18 ottobre 2015

Decimo anniversario di Golosaria











E’ giunta al suo decimo anno la rassegna enogastronomica “Golosaria” ideata da Paolo Massobrio e MarcoGatti. Quest’anno la kermesse ospitata in una nuova location, di oltre 12.000 metri quadrati, al MICO-MilanoCongressi, è stata inserita nel palinsesto di Expo in Città. Con il tema “La qualità che nutre il futuro”, ha  visto la presenza di 300 produttori, selezionati dal best seller “Il Golosario”. Sulla terrazza, nell’area lounge, è stato dato spazio alla Cucina di strada con un tour  “virtuale” che ha voluto attraversare l’Italia: dagli hamburger  di Amati! Papillarium con carne piemontese a quelli in versione lomellina con la zucca di Genuino, dalla mitica

focaccia di Recco di Manuelina, agli sciatt  valtellinesi di Sciatt à Porter, ai plin langaroli di Cucina delle langhe, le specialità partenopee di Friariè, la pizza d’autore di Mama Petra, il fritto e fusion all’italiana di Cheerin’guito, il bollito della tradizione emiliana di Clinica gastronomica Arnaldo e il “Truck della griglia”della Street food Company. Numerosi gli Enti chiamati 
a rappresentare i territori come: Strada del Gusto Cremonese, Strada del Riso edei Risotti Mantovani, insieme a quella dei Vini e Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani, quella della Valtellina e della Valcalepio, infine la Regione Abruzzo e la Provincia di Reggio Calabria. Di grande spessore  sono risultate le tematiche approfondite come quella della Tradizione e Conservazione dei saperi ma anche della Stagionalità, start-up, risposte allo spreco e recupero degli avanzi. Nel gran finale il fondamento da cui ripartire è apparsa la Risorsa dei territori, mentre trasversale a tutte le giornate è stato il focus del Benessere a tavola.“Questa edizione di Golosaria-ha affermato Paolo Massobrio- ha dentro innovazione e visione; le start up presenti rivoluzioneranno il mondo della ristorazione.In questa manifestazione si può cogliere il fermento dell’Italia del gusto: un concentrato di fiducia che parte dal saper fare italiano”. 
   Giuseppina Serafino
                     




                                    
                     

venerdì 16 ottobre 2015

Tempo prezioso

Presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano è stata riaperta al pubblico  la Sala degli orologi, con un rinnovato allestimento, reso possibile grazie al generoso contributo di Nina Stevens, in ricordo del compagno Patrick Heiniger, storico CEO di Rolex. Gian Giacomo Poldi Pezzoli possedeva nella sua collezione di preziose rarità un piccolo gruppo di orologi: due esemplari con automi (uno è il                                                  famoso
“carro di Diana”), alcune tipologie curiose (un orologio da carrozza, orologi da tavola e da persona con raffinati smalti e pietre dure, objets de vertu). Si trattava in tutto di quindici oggetti, cui si aggiungevano dieci tra pendole e orologi da muro, destinati all’arredo delle dimore patrizie; in seguito nuove donazioni arricchirono le collezioni con orologi solari e meridiane. Ora sono quasi 250 gli oggetti che compongono la preziosa collezione della casa museo, la maggior parte dei quali restaurati tra il 1973 e 1986. Grazie ad ARASS Brera e Fondazione Cologni Mestieri per l’Arte almeno una trentina di essi potranno tornare a suonare, alcune volte durante l’anno. La conoscenza dei meravigliosi meccanismi si potrà attuare mediante un’applicazione touchscreen realizzata da Streamcolors con il bando Innovacultura di Regione Lombardia, Camere di Commercio Lombarde e FondazioneCariplo. Non si è trattato solo di un intervento di carattere tecnico, ma anche di un ripensamento sotto il profilo museografico, che consente agli esperti e ai visitatori di comprendere meglio le caratteristiche della raccolta, ora suddivisa in ben 15 sezioni, studiate da Lavinia Galli (dai primi orologi portatili fino al modernissimo Breguet, attraverso importanti nuclei dal barocco al XIX secolo) all’interno delle quali si raggruppano tipologie di orologi che mostrano la trasformazione della

misurazione e quindi del valore del tempo nel corso dei secoli.“Il nuovo lavoro e il nostro sforzo- ha affermato Annalisa Zanni, direttore del Museo,-“testimoniano il costante impegno del Poldi Pezzoli nell’aggiornamento museografico, che avviene attraverso la tecnologia ma tiene sempre protetta l’identità del Museo: è il nostro doveroso tributo a questo scrigno prezioso, nato dalla passione collezionistica di Gian Giacomo Poldi Pezzoli e, successivamente, di Bruno Falck e di molti altri donatori che insieme agli studiosi continuano a farlo vivere”.
                              Giuseppina Serafino

martedì 13 ottobre 2015

Eccellenze calabresi in mostra

Una proposta ricca e variegata quella presentata a Milano dai quattro Gal (Gruppi di azione locale) del Cosentino. Quattro territori contigui complementari per il rispetto delle tradizioni e del senso dell’ospitalità. Per il Gal Altojonio Federico II, il direttore Franco Durso ha illustrato le peculiarità della zona, situata ai confini settentrionali della Calabria Jonica, che dal mare s’inerpica fino ai piedi del  Parco Nazionale del Pollino, attraverso panorami collinari mozzafiato e incantevoli borghi medioevali. Sono state vantate  le caratteristiche di alcuni  prodotti tipici: il limone (vera eccellenza calabrese), i salumi (ottenuti dal suino nero di Calabria), l’origano, il peperoncino dolce e 
piccante, le Bacche di Goji, che ben si adattano al 
microclima locale. Per il Gal Savuto, la presidentessa Lucia Nicoletti si è soffermata sulle tre filiere produttive dell’area collinare e montana: Il vino Savuto Doc, le patate e le castagne; sono stati illustrati anche i pacchetti  turistici con itinerari storico-naturalistici nella Valle del Savuto (i ponti romani, le cascate Cannavino) e quelli culturali (Santi e Briganti). Per la Gal Sila Greca, il presidente Ranieri Fillippelli ha presentato due perle della produzione agroalimentare: la rinomata liquirizia di Rossano e la cultivar Dolce della medesima località. Una menzione particolare è stata rivolta al Codex PurpureusRossanensis, prezioso evangelario del VI secolo e sono stati presentati i lavori dei maestri d’ascia di Cariati, ai quali si deve la produzione di imbarcazioni pescherecce. Non è stata sottaciuta la valle del Triondo, la più grande fiumara d’Europa e l’elefante di Campana.


l’amministratore delegato Valeria Fagiani e il presidente Stefano Leoni hanno fatto conoscere il territorio della valle del Crati e dell’Esaro, con le sue tre filiere agroalimentari d’eccellenza, tutelate da normativa europea: i fichi (Dop di Cosenza) con la varietà più diffusa, la “Dottato”; l’olio (DOP Bruzio) con le cultivar locali Roggianella Roggianese Tondina, Carolea e Cassanese che gli conferiscono altissima qualità; il vino (DOP Terre di Cosenza) con il vitigno autocnono più utilizzato, il Magliocco, che apporta al prodotto qualità e ottima personalità.Una generosa degustazione di prodotti dell’enogastronomia  ha suggellato la conclusione dell’evento trasmettendo ai numerosi convenuti gli intensi sapori della bella Terra di Calabria. (Giuseppina Serafino)