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lunedì 31 agosto 2015

Ciclo…raduniamo sul Garda



Anche quest’anno si è svolto il tradizionale Cicloraduno Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) nella splendida cornice del Lago Di Garda. La novità di questa edizione, la XXVII, era il prolungamento dei giorni, con pedalatori venuti da diversi  Stati europei per partecipare a quello che significativamente è stato chiamato il “Cicloraduno dell’amicizia”, in occasione di Expo.E’ sempre un’emozione ritrovarsi come scolaretti che si apprestano a partire per la  tradizionale gita scolastica, condividendo gioia ed emozioni  in sella alla due ruote su percorsi naturalistici di incredibile bellezza.Visitiamo Peschiera la base che ci ha ospitati,  un “vicus” romano rinomato per l’abbondanza di pesce, lungo la via Gallica. Gli austriaci ne fecero un baluardo del Quadrilatero, a guardia dell’Adige. Ci destreggiamo con le biciclette in mezzo alle frotte di turisti, in gran parte tedeschi che ci guardano sghignazzando e con aria
interrogativa.  A circa 2,5 km  a sud-ovest, sulla strada per Pozzolengo, raggiungiamo  il santuario della Madonna del Frassino, di fondazione cinquecentesca,  veramente  incantevole  l’aria mistica che lo  avvolge. Altra 

località apprezzata è stata Lazise, con impianto trecentesco, racchiusa da una cinta di mura turrite unita al castello scaligero, essa offre una  particolare vista su Sirmione. Imponente la Fortezza Walter Rama a Rivoli Veronese che si erge a sovrastare la piana sottostante quasi volesse proteggerla  dalle incursioni di eventuali predatori di tesori naturalistici.Straordinario …assaporare i colori del paesaggio ondulato a vigneti ed ulivi, carpire con lo sguardo  “spaccati “di vita mentre si pedala, curvando il busto sul manubrio o di lato, quasi fossimo dei 
nocchieri su una barca che guizza fra i flutti del mare. Una sosta, fra le colline moreniche a Custoza, che da un suggestivo viale di cipressi conduce alla  Villa Ottolini  e all’Ossario inaugurato nel 1879 per accogliere le spoglie dei caduti durante le battaglie risorgimentali.  Con un vero e proprio slalom  fra i gitanti domenicali  raggiungiamo  il villaggio di  Borghetto,  paese dei mulini, il cui nome,  è un toponimo di origine longobarda che significa “insediamento fortificato”e  si riferisce ad un primo abitato sorto nei pressi del punto di guado del fiume Mincio. Spettacolare la vista sulla diga-ponte Viscontea, detta Ponte Rotto voluta dai Visconti e sulle fortezze medioevali che si riflettono sull’acqua creando immagini da sogno fra casette con balconcini e insegne in ferro battuto.  
Una vera e propria immersione in un’oasi paradisiaca la si avverte a Valeggio nel parco della villa Sigurtà per poi ammirare da una strada che sale i resti del Castello scaligero, baluardo del Serraglio a guardia del fiume. 
Ritrovarsi immersi in un’umanità gaudente di più di trecento  cicloamatori, suscita una sensazione di curiosa ebrezza che molti non comprendono avvertendo unicamente l’effetto caotico della straordinaria commistione di corpi e  di ruote. Ma è decisamente unica l’emozione che si avverte nel dirigersi come una fiumana in luoghi di suggestiva bellezza soffermandosi a scrutare i confini di un paesaggio in cui sembra di  fondersi facendo proprie le magnifiche valenze che lo contraddistinguono.


            Giuseppina Serafino        

venerdì 28 agosto 2015

Copenaghen e il nuovo ponte circolare


Nella capitale danese, dinanzi a una folla di circa settemila persone, è stato inaugurato il nuovo  ponte Cirkelbroen, nel quartiere Christianshavn. La struttura, offerta dalla Fondazione Nordea, è stata ideata dall’artista  Olafur Eliasson  con l’intento di andare oltre al semplice concetto di transito. Il nome deriva dalla forma: cinque piattaforme circolari di diverse dimensioni, ognuna con al centro il proprio “albero”. Il ponte invita ciclisti e pedoni a rallentare, creando un vero e spazio urbano fra le due aree che congiunge, attraverso Christianshavn canal.  
“Il Cirkelbroen crea nuovi spazi nel waterfront della città, avvicina al mare e incoraggia chi lo attraversa a rallentare il passo e a prendere un momento di pausa. Spero che diventi un nuovo spazio urbano, un punto di riferimento per ritrovarsi in città. Nella mia arte lavoro elementi “transitori”quali il vento, la nebbia o i flussi d’acqua. E’stato per me meraviglioso poter creare una struttura che incarna questo senso di transitorietà, da un lato la stabilità e la lunga vita del ponte, dall’altro il passaggio continuo dell’acqua che crea la calda atmosfera del waterfront” –afferma Olafur Eliasson.
“Il Cirkelbroen renderà più facile per i cittadini 
andare in bicicletta, camminare o correre lungo i canali. Sarà anche un nuovo luogo di incontro e offrirà un nuovo punto di osservazione invitando alla riflessione e alla ricerca di nuovi punti di vista e prospettive”ha aggiunto il sopracitato. Dal canto suo il presidente del consiglio di amministrazione della  Fondazione Nordea, Mogens Hugo, ha dichiarato di essere molto contento che i residenti di Copenaghen abbiano accolto con grande favore il nuovo ponte e la cosa più importante è l’uso che ne faranno di esso nella quotidianità rendendogli un futuro luminoso. A  ciò si è aggiunto anche Frank Jensen, sindaco della città, dicendo di essere molto orgoglioso di questo ponte che andrà a migliorare ancora di più l’atmosfera già vivace di questa zona, come testimoniano i tanti visitatori accorsi alla cerimonia d’inaugurazione”.

    Giuseppina Serafino                                                           

martedì 25 agosto 2015

Francoforte sul Meno: città dei contrasti

Francoforte sul  Meno, città natale di Johann Wolfang von Goethe, è una metropoli nel cuore dell’Europa caratterizzata da affascinanti contrasti. Oltre al suo eccezionale patrimonio artistico e culturale spiccano l’attività fieristica internazionale e una rilevante operosità finanziaria. Il quartiere più creativo e multiculturale è il  Bahnhofsviertel, ossia quello della Stazione Centrale, dove vi sono  i grattacieli delle banche ed edifici di inizio Novecento. Il  Museo del martello (Hammer Museum) è uno degli 11 musei più curiosi al mondo (vi è esposto fra i 1500 pezzi, anche uno dei martelli usati per abbattere il muro di Berlino). Un importante istituto culturale è l’English Theatre Frnkfurt, il più grande teatro il lingua inglese del continente europeo.Una serie di 26 musei si susseguono  sul lungofiume“Museumsufer” e,  nell’ultimo fine settimana di agosto, sono al centro di uno dei principali festival culturali europei, il Museumsuferfest.

L’Opera di Francoforte , insignita del titolo di miglior teatro dell’opera  della Germania,  riveste  un ruolo di spicco sui palcoscenici operistici internazionale;  oltre ad essa sono presenti altri 60 teatri e gruppi teatrali indipendenti.Oltre al Museo del Cinema tedesco (Deutsches Filmmuseum), sulla riva meridionale del Meno, a pochi passi dal ponte pedonale Holbeinsteg,  è situato il Museo di Arte Regionale Haus Giersch, accanto al Museo di scultura antica Liebieghaus, una villa immersa in uno splendido parco. Procedendo oltre si arriva al MuseoStadel, fondato nel 1878 come Istituto d’arte e Galleria civica, espone dipinti di artisti europei tra cui Durer, Rembrandt, Botticelli, Beckmann o Picasso. Un’altra istituzione culturale degna di nota è il Museo della comunicazione (Museo fur KommunikationFrankfurt), situato in una residenza costruita nel 1891 a cui si è aggiunto, nel 1990, un nuovo edificio con una particolare struttura architettonica in vetro,  raccoglie apparecchiature storiche e dispositivi di telecomunicazione altamente tecnologici. Il Museo delle Culture del Mondo (Museum der Weltkulturen) che si estende su tre antiche ville, ospita la più grande raccolta europea di arte
 contemporanea del Terzo Mondo, con oltre 70.000 oggetti esposti. Dietro al parco della Riva dei Musei è situata la casa della Bibbia (Bibelhaus) che in  maniera interattiva informa sulla storia del “libro dei libri”, dai tempi dei nomadi all’era multimediale odierna. Con un patrimonio di oltre 30.000 oggetti e manufatti, il Museo Angewandte Kunst  è considerato uno dei più importanti musei del mondo dedicato alle arti applicate, suddiviso in quattro sezioni (arte europea, islamica, asiatica e arte del libro e della calligrafia), presenta artigianato artistico di ogni genere e una nuova arte digitale.Al suo più importante cittadino e “figlio”, Francoforte ha dedicato un monumento: la Goethe-Haus che raccoglie documenti storici della vita e delle opere dello scrittore e dei suoi contemporanei. Da giovane Goethe si recava spesso con amici  nel quartiere Frankfurt-Hochst, a bordo della barca del mercato, per  sostare in uno dei locali della piazza del castello o per visitare la manifattura di porcellana. Il centro storico  della zona occidentale di Francoforte, si presenta ancora oggi allo stesso modo con i tradizionali locali intorno alla piazza del Castello, le antiche mura di cinta lungo il Meno, il castello del XVI secolo, la chiesa romanica dell’ VIII secolo  (Justinuskirche).  La Hochster  Porzellan Manufaktur, fondata nel 1747, è una delle più antiche
manifatture di porcellana ancora esistenti in Europa; esattamente come 200 anni fa, vengono modellati, dipinti e cotti a mano, servizi di porcellana in stile classico-borghese o pregiate statuine, come la famosa“Mohrenkapelle”(la banda dei mori).Per ciò che concerne i tesori di carattere storico si può citare la Paulskirche (Chiesa di san Paolo) che nel 1848 fu il luogo delle sedute del primo parlamento tedesco; il Kaiserdom  sede dell’elezione dei re e delle cerimonie di incoronazione degli imperatori del Sacro Romano Impero.  Nelle vicinanze si trova il simbolo storico della città, la facciata del Romer con i suoi tre frontoni, casa patrizia che divenne municipio della città già nel 1405, con una piazza antistante in cui si svolgevano fiere già ai tempi del Medioevo. Oggi il Romerberger rappresenta il cuore del centro storico e ospita manifestazioni sportive come l’IRONMAN  european Championship e feste open air come il Mainfest,  in cui  si sorseggia l’Apfelwein, il sidro che da oltre 250 anni è considerata la bevanda tipica e che può essere gustato  nel Bembel, la  brocca di terracotta smaatata in grigio e blu, in uno dei tanti locali tradizionali nel quartiere di Sachsenhausen. Francoforte rappresenta davvero una meta cosmopolita che invita ad essere scoperta per apprezzarne, anche grazie al fitto programma di eventi, le numerose suggestioni che la animano.
                                                                                   Giuseppina Serafino

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sabato 22 agosto 2015

Il Golfo e la cultura del mare

Molteplici  sono le iniziative che animano la Liguria valorizzandone le  sue preziose risorse e  in particolare quelle marine. A La Spezia, dal 27 al 30 agosto , la quarta edizione della Festa della Marineria che si svolge ogni due anni, si arricchisce di contenuti tesi a raccontare i rapporti dell’uomo con il mare. Innanzitutto occorre menzionare lo spettacolo  “Un mare di luce”, in cui esseri primordiali vestiti di luce i “Photoni” appaiono nel Golfo della Spezia dando vita ad un’epopea mitica di nascita, caos, trasformazione e rinascita. Tramite fuochi  vivi e d’artificio, uomini, macchine volanti e marine, il pubblico viene guidato verso un mondo possibile in cui regna l’armonia. 
A rappresentare ciò è una compagnia francese di livello internazionale, Groupe F, specializzata nella realizzazione di spettacoli  site specific in spazi naturali ed architettonici, che ha recentemente animato con proprie rappresentazioni scenari fantastici come Versailles e la Tour Effeil. Ci sarà una sezione denominata “Storie di  mare e di vento” fra narrazione, teatro e musica . Gli ascoltatori potranno farsi cullare dallo sciabordio delle onde e delle  parole di autori  della letteratura dell’Ottocento e Novecento, in graziose location come: un’arena in mezzo al  mare, allestita sulla piattaforma Fincantieri o un palcoscenico nei giardini; un grande veliero. A creare queste dolci  suggestioni vi saranno fra gli altri: Ascanio Celestini, Maurizio Maggiani, Dario Vergassola e David Riondino, Luca Zingaretti e Amanda Sandrelli. Originale si preannuncia la “Silent  disco” con centinaia di danzatori muniti di cuffie, un  vero happening musicale ecosostenibile, fortemente aggregante. Su un antico pontone, all’ora dell’aperitivo, si terrà “Marinai, donne e guai” con le Sorelle Marinetti, dedicato al periodo d’oro della musica degli anni ’20, ’30, ’40 dal sapore ironico e graffiante. 
Oltre a laboratori  ludico ricreativi per bambini,  ci sarà un’invasione di suoni e di colori come nella performance di Leo Bassi, attore, crown, nomade, poeta e anarchico. Molto atteso è lo street food declinato nella gastronomia del mare e della pesca, il sea food della Marineria 2015,  con gustose  prelibatezze cucinate dai migliori cuochi, coordinati dallo Chef Luciano Tona, un vero e proprio guru della cucina sopracitata.
Si potrà assistere agli show cooking di maestri stellati come:Heinz Beck, Marco Bianchi, Antonia Klugmann, Chiara Maci, Filippo La Mantia, Gualtiero Marchesi, Mauro Ricciardi, Chef Rubio, Mauro Uliassi, Viviana Varese e Sandra Ciriello. Di particolare spessore sarà la trattazion di temi legati alla pesca sostenibile, le nuove tecnologie, il mare e la disabilità tenuti da importanti personalità della ricerca. La Spezia è un importante Polo Universitario d'ingegneria navale, dell’Enea, dei centri di ricerca della Nato, del DLTM, il Distretto Ligure delle  Tecnologie Marine. Oltre a Portolab, presso il porto mercantile, la navigazione alla Festa della Marineria sarà presente con la nave Italia e la fregata Scirocco.
Altro ospite d’onore sarà la Columbus, l’imbarcazione ambasciatrice della SeaSheperdh Conservation Society, un’organizzazione internazionale senza fini di lucro orientata a fermare la distruzione dell’habitat naturale negli oceani. Questa manifestazione  rappresenta una ghiotta occasione per imparare ad amare e rispettare il mare, facendo proprie le innumerevoli valenze culturali che straordinariamente lo connotano.
                    Giuseppina Serafino

mercoledì 19 agosto 2015

Terre mantovane…gioielli d’autore (Seconda parte)

Sabbioneta, una sorta di scrigno dai mille segreti, viene definita "La Piccola Atene". La città si presenta come un piccolo stato indipendente, con una fortezza esagonale irregolare con sei bastioni a cuneo innestati agli angoli, fu edificata tra il 1556 ed il 1591 per volere di    

Vespasiano Gonzaga Colonna, esponente di un ramo cadetto della famiglia Gonzaga di Mantova. Pregevoli sono i soffitti lignei in noce e cedro del Palazzo Ducale, un tempo sua residenza e palazzo del governo, ora sede espositiva. Il Teatro all'Antica, progettato da Vincenzo Scamozzi, è il primo esempio di edificio teatrale stabile ed autonomo dell'età moderna.  La sinagoga, riprogettata verso il 1824, è la tangibile testimonianza di una fervida comunità ebraica, favorita dallo spirito liberale del Duca. Alle spalle del Palazzo Ducale si erge il corpo ottagonale della chiesa della Beata Vergine Incoronata, che custodisce il mausoleo ducale, con la statua bronzea di Vespasiano Gonzaga; nella canonica, si trova il 

Museo dell'arte Sacra che, assieme a preziose tele, custodisce il prestigioso Toson d'Oro rinvenuto nella tomba ducale. A San Benedetto Po, inserito nel circuito dei “21 comuni “Gioiello d’Italia”, si erge il Complesso Monastico Polironiano dell’XI secolo, fondato nel 1007 da Tebaldo di Canossa, sull'isola che sorgeva tra il fiume Po e Lirone, essa fu definita la Montecassino del nord. Incantevoli risultano: la chiesa abbaziale, di impianto
quattrocentesco, restaurata da Giulio Romano nel 1539, il refettorio monastico, con una parete affrescata dal Correggio, i chiostri quattrocenteschi di San Simeone, di San Benedetto, dei secolari, il Museo Civico con la sua collezione etnografica di oltre 10.000 oggetti di cultura contadina. Nei dintorni, fanno da corollario, oratori e ville abbaziali, pievi matildiche, caseifici e deliziose corti agricole, dove è possibile notare la preziosa opera di bonifica dei monaci, lungo gli argini, precorrendoli magari, in sella alla bicicletta sulle molteplici piste ciclabili. La sensazione che si avverte è di
antica e tranquilla piacevolezza.Charles Dickens - cantò gli irreali laghi di canne e di giunchi -colpito da un certo languore decadente. Per Giovanni Comisso, in queste Terre mantovane forte è la suggestione dei tozzi salici spogli biancheggianti tra la palude e il cielo.Tale riflessioni cullano la mente, se si effettua una crociera sul Mincio, mentre lo sguardo spazia sulla vegetazione fluviale, sui prati lussureggianti, sulle rossastre
costruzioni turrite. Visitare le Terre di Mantova consente di assaporare quel magico effluvio di misteriosa felicità che si avverte dinanzi a quei fantastici tramonti sul Lago Inferiore di un città, stregata e semplicemente unica.
                                                      Giuseppina Serafino                                                                     


lunedì 17 agosto 2015

Mantova… città "stregata" ( Parte prima)


Mantova  è una città che con Sabbioneta, per le sue straordinarie bellezze artistiche è divenuta Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Essa è stata definita "la città più romantica del mondo” dal saggista inglese Aldous Huxley, affascinato dai monumenti, i canneti lungo il Mincio, i fiori di loto, la nebbia, la surreale patina del tempo che avvolge ogni strada e piazza, la storia, la semplicità dei cittadini di Mantova.In omaggio all’ormai consolidato Festival della Letteratura perché non confrontare le proprie sensazioni con quelle di alcuni celebri autori di opere letterarie? 
Charles Baudelaire, nella città virgiliana, vi scoprì un mondo addormentato in una calda luce.
Riccardo Bachelli, ha invece evidenziato:
Una nobile tristezza, ch’è delle cose, una severa e dolce melanconia dell’animo velano la bellezza della città e sono parte essenziale del suo fascino … che rimane d’allora? Si, questa ruggine d’oro e di porpora smarrita, infusa sui brividi fermi dell’acqua quasi stagnante”. Sicuramente visitandola non è possibile rinvenire quel sottile velo di malinconia a cui diversi letterati, soprattutto moderni, hanno fatto riferimento nei loro scritti, piuttosto un tripudio di emozioni che catapultano in dimensioni oniriche che restituiscono il sapore di una quotidianità lontana dai ritmi convulsi e omologanti delle metropoli.
La leggenda vuole che la sua fondazione sia avvenuta per mano dell'indovina greca a cui si fa risalire il nome, ma è più probabile che derivi dalla divinità etrusca Mantu, ne sono testimonianza il sito archeologico del Forcello, in località Bagnolo San Vito. Verso l'anno Mille, Mantova entrò a far parte dei possedimenti dei Canossa e sotto Bonifacio ne diventò la capitale. Gli successe Matilde, a cui si deve l'edificazione della chiesa più antica della città, la Rotonda di San Lorenzo. Ai Gonzaga, diventati Signori dal 1328, si deve la straordinaria fioritura artistica e la renovatio urbis, tra i molti artisti che contribuirono a ciò, vi furono Andrea Mantegna c e Leon Battista Alberti, che ideò il rifacimento della Basilica di Sant'Andrea e l'edificazione del Tempio di san Sebastiano, in area di espansione rinascimentale, di fronte all'isola del Te. Qui sarebbe sorto il Palazzo omonimo tra il 1525 e il 1535, opera di Giulio Romano, straordinario esempio di villa rinascimentale, destinata all'ozio del principe, Federico II Gonzaga che vi teneva fastosi ricevimenti.

All'interno di esso mirabili sono la Sala dei Giganti, di Amore e Psiche, e quella dei Cavalli. Fra  le prestigiose residenze abitate dai Gonzaga vi è il Palazzo Ducale, imponente reggia, con più di circa 500 sale composta da edifici costruiti in epoche differenti, prospettanti su Piazza Sordello. Di notevole pregio sono il Castello, la Domus Nova, la Basilica palatina di Santa Barbara, ma il capolavoro pittorico per eccellenza, è la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Da segnalare ci sono anche le Stanze del Pisanello, l'Appartamento di Troia, di Giulio Romano, e la pregevole raccolta di arazzi su cartoni di Raffaello.Il Teatro Accademico Bibiena, denominato anche Teatro Scientifico e sorto per le finalità dell'Accademia Virgiliana, venne inaugurato nel 1769, con un concerto di Mozart quattordicenne. Quella che appare come una graziosa "bomboniera", con gli incantevoli palchetti che sembrano balconcini di una calle veneziana, è opera dell'autore parmense Antonio Galli Bibiena e viene considerato il più compiuto esempio di architettura teatrale del gusto rococò.      (Prosegue)          
Giuseppina Serafino 

giovedì 13 agosto 2015

Vedute cristalline sulla via del sale

Nel Medioevo  la città di Hall nel Tirolo era diventata un centro commerciale molto importante grazie all’estrazione del sale, il suo nome deriva  da Halle che significa città di uomini che operano nelle saline. Essa era già un
crocevia  fondamentale per i commerci sul fiume Inn. Dal 1244 al 1967 il prezioso bene estratto veniva trasportato in lunghe condutture di legno dalla valle alla città. Da settembre un percorso ripercorrerà le tappe della famosa  Via del sale: un sentiero lungo 7 chilometri che conduce alla galleria Konig- Max- Stoller costruita dai minatori nel 1492, così battezzata in onore dell’imperatore Massimiliano I. Il Bosco delle sfere è un laboratorio didattico a cielo aperto di 7.000 metri quadrati, attrazione principale è la Kugelbhan, la pista da biglie di legno più grande del mondo che si snoda per oltre 500 metri a diverse altitudini facendosi strada fra pini, abeti bianche e rossi di alta montagna, dove i bambini attraverso work shop possono
apprendere  le leggi della natura e della fisica. Originale è la corsa sulle Torri, di 486 metri, attraverso un tunnel e 590 scalini, quelli della famosa Torre della Zecca di Hall-il simbolo della città e quelli della torre di fronte, il Medienturm. Nella prima  costruzione, fatta erigere dall’arciduca Ferdinando II, venne coniato il primo tallero, detto Haller Guldinerm,  ora è sede di un museo in cui vi sono imponenti macchinari unici nel loro genere sulla storia del conio.
In occasione del 120° anniversario della  fondazione della storica azienda Swarowski e del ventennale della loro inaugurazione, i Mondi di Cristallo Swarowski hanno deciso di rinnovarsi per regalare ai suoi visitatori nuove emozioni: 34 milioni di euro sono stati i fondi investiti, una superficie più che raddoppiata in circa un anno e mezzo da 3.5 a 7.5 ettari, cinque 
Camere delle Meraviglie riallestite, con il supporto di network internazionali, di artisti e designer straordinari. Ma ciò che incanta è un nuovo giardino con la Nuvola di Cristallo, progettata dalla coppia di artisti franco-americani Cao Perrot (Andy Cao e xavier Perrot) che viene definita un ipnotico capolavoro mistico, grande 1.400 metri quadrati e costituito da oltre 800.000 cristalli Swarowski inseriti a mano, che fluttua su una nera vasca a specchio. La Nuvola apre le porte a un vero e proprio percorso di vedute cristalline tra arte e architettura, da scoprire con i binocoli Swarowski Optik; la tecnologia e l’innovazione al servizio dell’arte per apprezzare le  suggestioni più nascoste del giardino dei cristalli. Un itinerario in cui anche i piccoli visitatori possono interagire con il 
Pianoforte della natura di Alois Schild, un grande strumento sonoro che ricorda la musicalità della natura. A pochi chilometri dalla sede dell’azienda si trova Innsbruck, la Capitale della Alpi,  nel  suo centro storico, all’ombra del Goldenes Dachl, il celebre Tettuccio d’oro, simbolo della città, c'è uno dei più grandi store Swarovski del mondo, In esso elementi architettonici secolari, in parte risalenti al periodo Gotico, si fondono con le opere dei più importanti artisti contemporanei. Una location d’incanto che invita a immergersi nei magici
mondi di cristallo sulla  storica Via del sale.
       Giuseppina Serafino